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Libia. Capo dei rivoltosi oggi a Roma

 

Il capo del Consiglio nazionale di transizione libico (CNT),  Mustapha Abdeljalil, è atteso per oggi a Roma, dove incontrerà le  principali autorità italiane, fra le quali il Capo di Stato e il Capo di Governo. 

“Per Abdeljalil è la sua prima visita all’estero”, dichiara  Maurizio Massari, portavoce della Farnesina, scelto dal ministro Frattini, precisando che l’incontro col dirigente libico, dovrebbe iniziare questa mattina, col ministro degli Esteri,  Franco Frattini. 

Abdeljalil, capo dell’organo rappresentativo degli insorti libici, incontrerà successivamente il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il capo di governo Silvio Berlusconi. 

All’ora di pranzo è atteso dalla Comunità Cattolica  Sant’Egidio, la quale ha svolto un ruolo di mediatore in altri conflitti. 

“L’Italia è estremamente preoccupata della situazione dei civili in Libia, soprattutto nella città di Misurata”, ha aggiunto Massari, che manifesta sgomento per l’utilizzo in questa città portuale di bombe a grappolo, da parte del regime di Muammar Gheddafi. Il portavoce ha ribadito che Roma stava considerando l’esilio del colonnello libico come “una soluzione auspicabile” e ha ricordato la volontà del governo italiano di rivedere tutte le questioni sotto l’egida delle Nazioni Unite. 

Per quanto riguarda l’eventuale fornitura di armi ai ribelli (Obama valuta la possibilità di armare i ribelli), Massari ha dichiarato che il governo italiano “ascolterà preventivamente le richieste di aiuto di Abdeljalil”, in ogni caso l’Italia si limiterà all’attrezzatura “di autodifesa”,  come “mezzi di comunicazione, i veicoli e  seguire tutte le direttive provenienti dai servizi di intelligence”. 

Massari riferendosi al precedente incontro a Doha con il gruppo di contatto in Libia, ha optato per un aiuto finanziario ai ribelli, nonché mezzi di supporto,  evitando esplicitamente di menzionare attrezzature militari. 

L’Italia, ex potenza coloniale, è il terzo paese ad avere riconosciuto, all’inizio di aprile, il CNT come “unico legittimo interlocutore” in Libia.