Monti, evasione fiscale e patrimoniale

12 novembre 2012 16:280 commentiDi:

Mario Monti torna sulla questione dell’evasione fiscale in Italia in occasione del forum organizzato a Milano dal Financial Times. Il premier parla di un anno di governo e della necessità di contrastare l’evasione fiscale attraverso strumenti come:

“Per combattere l’evasione fiscale, come il redditometro, il tetto ai pagamenti in contanti”.

E la lotta all’evasione fiscale è per il Presidente del Consiglio come una guerra:

“Misure che possono sembrare di guerra. Non c’è società civile che si possa basare sulla fiducia tra individui e Stato e viceversa se non si abbatte l’evasione fiscale e la corruzione”.

Sulla corruzione, altro problema dell’Italia, Monti ha affermato:

“Determinazione e abilità del ministro della Giustizia, grazie alle quali abbiamo introdotto misure che per la prima volta combatteranno la corruzione secondo standard giudicati soddisfacenti da vari enti europei”.

Poi la questione della patrimoniale, che ha suscitata molte polemiche e che ha portato lo stesso Monti a precisare che non c’è stato nessun annuncio. Ecco cosa aveva detto:


“Vorremmo introdurre una tassa generalizzata sui patrimoni ma non avendo gli strumenti non vorremmo favorire l’allontanamento dei capitali. Non verrà introdotta nottetempo, ci sono passi che stiamo facendo. L’imposta patrimoniale c’è in molti Paesi altamente capitalisti. In Italia ce ne sono alcune importanti componenti. Ma la cosa peggiore sarebbe dire si, vogliamo la patrimoniale senza avere gli strumenti per introdurla. Il mio approccio è laico. Non sono contrario a una tassa patrimoniale ma dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata: come strumento fiscale o come misura una tantum da parte di governi che vogliono dare un taglio al passato”.

Le polemiche hanno portato Mario Monti a chiarire attraverso una nota in cui l’ufficio stampa di Palazzo Chigi ricostruisce la vicenda:

“Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario ad una modesta tassazione generalizzata del patrimonio, il presidente ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all’estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l’approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile. Tutto ciò Monti ha chiarito come spiegazione delle decisioni allora adottate, non come premessa di futuri interventi”.






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