Monti sulla crescita

30 gennaio 2013 00:170 commenti

Non è con la spesa pubblica che si fa crescita, secondo quanto detto da Mario Monti a Radio 24. E a chi gli domanda se si riferisce alla Cgil, replica: “Si vede che sono stato piuttosto esplicito”. Sulle imposte “può darsi che sia sembrato tropo brusco. Come presidente del Consiglio ho dovuto difendere con le unghie ciò che abbiamo deciso di fare nel periodo di emergenza. Allora avrei visto negativamente che ci fossero riduzioni premature delle tasse. Ora – prosegue – non parliamo di cosa fare nei prossimi sei mesi, come eravamo costretti a fare, ma stiamo avendo confronti con gli italiani su cosa fare nei prossimi 5 anni che iniziano con uno zoccolo di riforme strutturali avviate”.

“Il fatto che siamo coalizione ampia – aggiunge il premier – non è affatto qualcosa che deve bloccare. La nostra coalizione si è costituita sulla base di una valutazione: fare le riforme economiche sociali per la crescita e l’equità. Alcuni aspetti di temi eticamente sensibili non sono meno preponderanti ma meno urgenti per il sistema Italia. Li vedo residenti nelle coscienze individuali e nelle azioni del parlamento che nel programma di governo”.

“In Europa tra i capi di governo, sia pur con modi educati, si sa che io sono l’interlocutore più cocciuto della signora Merkel. A volte con successo”, ha dichiarato in conclusione Monti

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