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Napolitano: dimettersi o costituirsi

Dimettersi? Per Beppe Grillo Giorgio Napolitano più propriamente dovrebbe costituirsi. Secondo il leader del M5S in questi casi è più urgente parlare di legge che di politica ed e più appropriato parlare di costituzione che di dimissioni. Intanto l’Italia intera attende di sapere la data in cui il Presidente della Repubblica lascerà ufficialmente il suo incarico: le dimissioni sono certe e vicine ma non si conosce infatti la fine esatta del suo mandato. Del resto l’uscita di scena di Napolitano (uno dei presidenti meno apprezzati dagli italiani negli ultimi decenni) era ampiamente scontata. Il Napolitano-bis, nato per far uscire dalle sabbie mobili una politica che si era mostrata completamente incapace di individuare un nome condiviso, è sempre stato, come ha affermato lo stesso presidente, a tempo.


Giorgio Napolitano, parlando di fronte ai diplomatici di tutto il mondo accreditati presso il Quirinale, ha fatto un riferimento soft alla questione senza sbilanciarsi troppo. “La prossima fine di questo anno 2014 e l’imminente conclusione del mio mandato presidenziale inevitabilmente ci portano a svolgere alcune considerazioni sul periodo complesso e travagliato che stanno attraversando l’Italia, l’Europa ed il mondo” si è limitato a dire. Imminente lascia intendere che non manca molto. E in Parlamento si pensa già al successore. A tal proposito Grillo ha ribadito la volontà del M5S di trovare una persona “totalmente al di fuori della politica e dei partiti”. A scegliere saranno, come da regolamento, gli attivisti del M5S attraverso la strumento più democratico individuato dai grillini, ovvero la rete. Ma Grillo mette le mani avanti lasciando uno spiraglio aperto alla collaborazione: “se anche un altro partito propone un nome al di fuori di queste loghiche, e l’abbiamo gia’ fatto per la Consulta, ci sta bene”. Mano pesante invece con “Re Giorgio”: “e’ uno che ha gravissime responsabilità: in questo Paese ha firmato qualsiasi cosa, si e’ raddoppiato la carriera, e’ andato fuori dalla Costituzione italiana, si è chiuso con due persone e ha inventato le larghe intese, non rappresenta più gli italiani, rappresenta una fetta di partito “. Dal Pd Lorenzo Guerini accusa Grillo di aver usato contro la più alta carica della politica italiana “parola degradanti”

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