Novità decreto sviluppo

15 giugno 2012 11:390 commenti

Il decreto sviluppo che sarà esaminato oggi dal Consiglio dei ministri contiene una serie di misure che dovrebbero stimolare la crescita del Paese. Tra queste figurano alcune misure in tema di ristrutturazione edilizia contenute nel Capo 3, in particolare si prevede il ripristino dell’Iva per cessioni e locazioni di nuove costruzioni rimaste invendute e l’aumento dal 36% al 50% del bonus Irpef per le ristrutturazioni edilizie, con un tetto di 96.000 euro, di cui si potrà usufruire fino al 30 giugno 2013. A queste bisogna poi aggiungere il bonus per l’efficienza energetica che passa dal 55% al 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2013 e l’esenzione dal pagamento dell’Imu per tre anni sugli immobili invenduti.

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Il decreto contiene anche un piano nazionale per le città volto a favorire la realizzazione di infrastrutture contro il degrado urbano, anche mediante incentivi per la costruzione di scuole e alloggi, mentre in materia di trasporti viene stabilita l’autonomia finanziaria di porti e stanziamenti per assicurare la continuità di alcuni servizi.

Altro capitolo importante è quello riguardante gli incentivi alle imprese finalizzati non agli investimenti ma alle assunzioni di personale qualificato, con un limite pari a 200.000 euro ad impresa. I fondi saranno recuperati attraverso revoche e abrogazioni che confluiranno nel fondo unico per la crescita, a cui si aggiungeranno altri 300 milioni provenienti da vecchi fondi della programmazione negoziata, un altro miliardo che arriverà dal fondo rotativo per le imprese della Cassa depositi e prestiti, e un ulteriore miliardo che arriverà dalle revoche della legge 488 del 1992, resa operativa dal 1996.

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Alcune novità dovrebbero anche riguardare il fronte della giustizia, in particolare si parla di un tetto massimo di 6 anni per la durata dei processi, dell’istituzione di limiti fissi ai risarcimenti e di misure volte a disincentivare i ricorsi in Cassazione.

Per quanto riguarda le misure destinate ad apportare un taglio alla spesa pubblica, le indiscrezioni parlano di un taglio delle scorte,  del taglio di alcune centinaia di società e agenzie pubbliche con il conseguente spostamento di personale, nonché della riduzione delle direzioni e dei dipartimenti dei ministeri.

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