Per Monti è nuova Tangentopoli

15 febbraio 2013 19:370 commenti

Suscitano molto scalpore le dichiarazioni rilasciare ieri da Silvio Berlusconi, che dice “Si alle tangenti”.

Il premier uscente non si fa attendere e replica duramente al Cavaliere: “Come nel ’92 ma c’è meno speranza. Ridicolo chi dice di aver lasciato l’Italia in buone condizioni”. Inevitabile il riferimento a Berlusconi. Al coro si aggiunge anche il leader del Pd Pier Luigi Bersani, che rilancia: “Il berlusconismo ha portato a una catastrofe morale”.

Napolitano preoccupato

Cerca di mitigare gli animi, nei limiti delle sue possibilità, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che afferma: “Tutto questo mi preoccupa ma non ne so nulla, aspettiamo l’esito delle indagini”.

Ha scelto una via attendista, Napolitano, per rispondere ai giornalisti in relazione al pericolo di una nuova Tangentopoli. Napolitano non ha comunque nascosto di sentirsi “preoccupato”.

C’è da dire, però, che la magistratura deve ancora verificare alle spalle di queste transazioni internazionali ci sia qualcosa sottoforma di riserva occulta o tangenti.

L’intervento di Napolitano è giunto direttamente dagli Stati Uniti. Restando negli Usa, giunge voce che Barack Obama è al corrente che l’Italia debba ancora percorrere un lungo tratto di strada in salita.

Dalla partitocrazia alla partitorazzia

Dagli Usa, sempre Napolitano ha difeso la scelta personale di Mario Monti, il primo, in mattinata ad riportare in vita i fantasmi del 1992: “Purtroppo sì, siamo di fronte a qualcosa di molto simile a Tangentopoli. Nel 1992 si pensava che il fenomeno delle tangenti era al capolinea, invece siamo qui di nuovo”.

Queste le parole di Monti, dette ad Agorà, evidenziando che si è passati “dalla partitocrazia alla partitorazzia”.

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