Previsioni Pil italiano 2012-2013 tagliate dal governo Monti

21 settembre 2012 09:020 commenti

A quanto pare le riforme attuate nel corso degli ultimi mesi dall’esecutivo guidato da Mario Monti non avranno un effetto immediato sul prodotto interno lordo italiano. Ieri in serata, infatti, il governo ha annunciato un taglio delle stime del Pil sia per l’anno in corso che per il prossimo anno, portate rispettivamente a -2,4% dal -1,2% della precedente stima e a -0,2%  dal +0,5% oggetto della precedente previsione.

La revisione al ribasso delle stime per il 2013, ha spiegato il governo, deriva principalmente dalle ripercussioni della crescita negativa del 2012 sul periodo successivo, nonostante il 2013 sia considerato un anno di crescita.  In particolare, ha riferito il ministro dell’Economia, gli effetti si faranno sentire sul dato contabile, con una crescita negativa del -0,2 per cento. Nel 2014-2015, invece, è prevista una crescita rispettivamente dell’1,1%e dell’1,3%.


Il presidente del Consiglio Mario Monti, in conferenza stampa dopo l’approvazione della nota di aggiornamento al Def, ha spiegato che non è stata attuata alcuna revisione al programma di politica economica del governo, ma solamente un aggiornamento del quadro macro economico. Il premier ha inoltre sottolineato che nonostante a seguito delle revisione delle previsioni relative al Pil italiano il dato stimato per il 2013 sia negativo, si tratta comunque di un -0,2% e quindi inferiore rispetto alla media del 2012.

Monti ha inoltre sottolineato che se l’Italia non continuasse il percorso intrapreso per la riduzione del debito pubblico non solo i mercati darebbero dei segnali negativi ma l’Italia ne risentirebbe anche sotto forma di minore influenza in Europa. Attualmente, ha spiegato Monti, il governo sta lavorando non per attuare un aumento delle tasse o delle imposte, ma per ridurre la spesa pubblica attraverso la spending review ed evitare così l’aumento due punti dell’Iva. L’obiettivo di riduzione del debito pubblico sarà perseguito anche attraverso un programma di dismissioni del patrimonio dello Stato.






Tags:

Lascia una risposta