Protesta anti F35 spiegata su Facebook da Taglia le ali alle armi

11 settembre 2014 14:230 commenti

L’Italia, anche se siamo in un periodo di crisi, anche se la spending review impone tagli in ogni settore, dovrà devolvere una parte del PIL per le spese militari. Soltanto peri l fatto di essere membro della NATO.nof35

E stiamo già parlando dei prossimi fronti bellici, quello interno all’Europa dove si dovrà gestire la tensione tra Ucraina e Russia, e quello Mediorientale dove Obama, che ha parlato ieri alla nazione, è pronto a combattere contro lo Stato Islamico sia in Iraq che in Siria.

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In realtà, per l’Italia, ci sono delle spese militari che esulano dalla guerra in sé per sé e si tratta dell’acquisto degli F35 cui si oppongono un buon numero di cittadini. La polemica, di recente, è cresciuta soprattutto sui social network, come Facebook, dove è nata la fanpage “Taglia le ali alle armi” con un vero e proprio documento anti F25: i buoni motivi per opporsi ad una scelta economicamente scellerata.

L’opinione pubblica è unita nell’opposizione all’acquisto di questi velivoli che non riescono invece ad avere un’opposizione o un sostegno altrettanto monolitico in Parlamento. La politica, sugli F35, appare spaccata. In fondo mancano pochi giorni al voto della Camera sulle mozioni che devono cancellare l’acquisto degli F35 o definire una revisione del programma.

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Intanto, alcuni personaggi famosi, hanno sottoscritto la campagna promossa da Taglia le Ali alle Armi. Personaggi famosi come Roberto Saviano, Alex Zanotelli, Mario Martone, Toni Servillo, Alice Rorhwacher, Stefano Benni ed Ascanio Celestini.

Di seguito il testo dell’appello:

LA CAMERA DEI DEPUTATI VOTI LO STOP AGLI F35
Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati tornerà a discutere, con possibilità di decidere, sulla questione dei caccia F35.
Con questo appello – dopo la grande crescita degli ultimi anni di iniziative contro gli F35 grazie all’azione della società civile e del movimento per la pace riunito nella campagna “Taglia le ali alle armi” – intendiamo sostenere tutte le iniziative parlamentari finalizzate a bloccare tale scelta sbagliata, puntando alla cancellazione definitiva di questo programma.
Spendere 14 miliardi di euro per produrre e comprare (e oltre 50 miliardi per l’intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco e capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute è una scelta incomprensibile che il Governo italiano deve rivedere.
Per questo chiediamo ai Deputati di sostenere tutte le mozioni parlamentari rivolte a fermare il programma degli F35 e tutte le iniziative della società civile, delle campagne e del movimento per la Pace che chiedono la riduzione delle spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro la crisi economica.

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