Renzi non ha paura dei sindacati e vuole le riforme

Matteo Renzi è in America ed ha anche incontrato Obama e Michelle tra i sorrisi di tutti, tranne che di sua moglie Agnese, chissà perché. Nonostante il soggiorno negli States, il premier continua a rilasciare dichiarazioni su riforme e sindacati.

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Dopo le dimissioni di Bonanni, mentre la Cisl si sta riorganizzando in segreteria, la Cgil ha già dichiarato che è pronta a scendere in piazza per discutere a brutto muso della questione “articolo 18”. Bonanni, che era l’unico ad aver apprezzato le opere renziane, adesso, si è messo da parte e il resto dei sindacati sono contro l’esecutivo.

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Matteo Renzi, però, non sembra essere preoccupato dell’avere contro i rappresentanti dei lavoratori e così ribadisce che il suo primo impegno è quello di realizzare le riforme, indipendentemente dalle reazioni. Lo dice al Wall Street Journal dove giura e spergiura che comunque non ci saranno nuove tasse per il nostro Paese.

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Il premier, che ha già presentato il Jobs Act, ripete che adesso è il momento del coraggio e non del compromesso. Un nuovo slogan che spiega subito dopo nell’intervista: le riforme sono un imperativo per l’Italia che non può permettersi più l’austerità senza crescita. Di fronte a tanta determinazione anche la Cgil sembra capitolare e Susanna Camusso apre in parte all’articolo 18 dicendo che si può discutere il numero di anni in cui l’articolo 18 può restare sospeso, garantendo la ripresa economica del paese.

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