Home / Politica italiana / Renzi: sceglie sala degli Orazi e Curiazi per sfidare il terrorismo

Renzi: sceglie sala degli Orazi e Curiazi per sfidare il terrorismo

La sala degli Orazi e dei Curiazi presso i Musei Capitolini è il lungo dove 60 anni fa vennero firmati i trattati di Roma. Renzi ha scelto proprio questo lungo per annunciare quelle che sono le misure messe in campo dal governo per contrastare il terrorismo. A differenza di quanto sta avvenendo negli altri Paesi, l’iniziativa dell’Italia nella lotta la terrorismo dell’Isis non sarà unicamente repressiva. E’ stato lo stesso Presidente del Consiglio, infatti, ad affermare che l’Italia da un lato metterò in campo tutte le forze necessarie per combattere il terrorismo e togliere terreno a tutti i possibili fiancheggiatori dei gruppi, ma dall’altra rilancerà andando a puntare sull’educazione e sulla cultura.

Quella italiana, quindi, è una iniziativa completa, a 360gradi. I fondi messi a disposizione per cultura, formazione dei giovani e lotta al terrorismo ammontano a complessivi 2 miliardi di euro. Di questi soldi, ben 1 miliardo sarà utilizzato complessivamente per il rafforzamento della sicurezza. Questa somma sarà collocata fuori dal Patto di Stabilità poichè, quando c’è in gioco la sicurezza, le burocratiche regole dell’Europa non possono essere da ostacolo al bisogno di difesa di uno Stato e dei suoi cittadini. Nel bilancio del MEF, invece, rientrano i fondi da destinare alla formazione dei giovani. In questo settore, l’intervento del governo avverrà lungo due diverse ma complementari direttrici. Da un lato, infatti, è previsto il rafforzamento dei fondi per le borse di studio, poichè non è pensabile che ragazzi meritevoli non siano messi nelle condizioni di poter studiare perchè non hanno la copertura finanziaria, mentre dall’altro si assegnerà a tutti i 18enni una card prepagata per andare al cinema, vedere mostre e visitare musei. L’ammontare della card per i 18enni è di 500 euro. Si tratta di una somma limitata, ha affermato Renzi, ma che è comunque in grado di aprire le porte sulla cultura.

“I terroristi vorrebbero ucciderci e, non riuscendoci, pretendono di farci vivere come vogliono loro” ha detto il premier, aggiungendo che da qui nasce il bisogno di investire sulla cultura.