Riforma del lavoro al vaglio del Governo Monti

27 dicembre 2011 13:240 commenti

L’ultimo consiglio dei ministri del 2011 è convocato proprio per oggi e si prefigge un compito davvero arduo, mettere sul tavolo velocemente, un paio di mesi al massimo, un pacchetto di misure su infrastrutture, università, ricerca e ambiente, che possano fare da volano per la ripresa economica del paese. Affinchè tutto questo possa andare in porto resta prioritaria una riforma del mercato del lavoro.

Tra i provvedimenti allo studio, in campo economico, in pole-position quello relativo alle liberalizzazioni che non sono state inserite nella manovra correttiva, il cosiddetto decreto salva italia, a causa del veto da parte del PdL. Adesso invece il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera, ha lasciato intendere che arriveranno  gli attesi provvedimenti in materia di farmacie, taxi, con l’aggiunta probabilmente anche dei carburanti, gas, oltre ai servizi postali.


Un altro tema “scottante” è dato dalle frequenze TV. Sempre più probabile l’ipotesi di un’asta pubblica, anche  se non sono stati ancora definiti i criteri che verranno adottati.

In tema di riforma del mercato del lavoro ci sono alcuni nodi da sciogliere sul tavolo del ministro del Welfare, Elsa Fornero, il cui obiettivo, più volte dichiarato, è quello che agevolare le condizioni dei precari, probabilmente la fascia sociale più debole, in quanto priva di ogni tutela, allo stato attuale.

In primo luogo dovrebbero essere adottati dei provvedimenti per la riduzione del cuneo fiscale (si tratta in sostanza della differenza tra quanto viene sborsato da parte di un’azienda e quello che realmente finisce nelle tasche dei lavoratori) che in Italia ha raggiunto picchi poco al di sotto del 47%, e dovrebbero essere rafforzati gli strumenti che rappresentano gli ammortizzatori sociali con l’obiettivo di arrivare anche in Italia a un vero sistema di sussidi alla disoccupazione. Altro argomento allo studio il cosiddetto “contratto unico” una sorta di “contratto d’ingresso” “non precario” che possa prevedere incrementi di retribuzione e di tutele in base alla produttività e all’anzianità.






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