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Riforma pensioni: Damiano insiste sulla flessibilità, “negativo” non introdurla

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, ha indirizzato una pesante scoccata al governo “reo” di aver deciso di rinviare tutto il discorso sulla flessibilità in materia pensionistica al prossimo anno. Per Damiano, la flessibilità andava invece introdotta già all’interno della Legge di Stabilità anche perchè decisioni in merito a questo principio non sono assolutamente più rinviabili. Lo scontro con le mosse del governo Renzi in relazione a questo punto è decisamente evidente. La mancata presenza di norme improntate al principio di flessibilità nella Legge di Stabilità non significa però sonora bocciatura della finanziaria.

Secondo Cesare Damiano, infatti, la nuova Legge di Stabilità presenta rispetto al passato importanti elementi di discontinuità in quanto, dopo tanti anni in cui l’unico dogma che era degno di tutela era rappresentato dall’attenzione alla spesa pubblica, adesso si è passati ad una nuova fase in cui è evidente che ci sia una maggiore attenzione per la crescita. La finanziaria che è praticamente arrivata alle battute finali alla Camera, presenta quindi una sorta di duplice volto. Dal punto di vista della crescita il cambio di rotta è innegabile mentre per quanto concerne l’equità sociale ci sono degli aspetti che devono essere rivisti poichè è evidente che il governo continui a prestare una scarsa attenzione alle fasce sociali più svantaggiate e quindi all’applicazione del principio di equità. “Restano ancora delle lacune e delle insufficienze che vanno colmate per dare il giusto equilibrio alla manovra” ha affermato a tal riguardo il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. In questo capitolo molto ampio rientra anche tutto il discorso relativo alle pensioni e a tutte quelle categorie, come ad esempio i lavoratori precoci che, dopo mesi di promesse, non hanno ancora ottenuto alcuna tutela dei loro diritti da parte dell’esecutivo.

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