Riforma delle province e Italia dei campanili

26 novembre 2012 17:520 commentiDi:

L’accorpamento delle province così come è stata proposta nella riforma del governo Monti stenta a essere realizzata. La politica, a livello locale, ha alzato delle vere e proprie barricate contro il provvedimento e il progetto di taglio dei costi della politica e delle amministrazioni e a rischio. In ballo ci sono fondi, poltrone e anche… campanili.
In effetti, oltre che sulla base del provvedimento, in termini di fondi e servizi, ci si lamenta anche per questioni di identità cittadina e provinciale. Se il Presidente dell’Unione delle province Italiane (Upi) Antonio Saitta afferma che la questione è legata alle risorse per i servizi fondamentali, come il riscaldamento delle scuole, da molte altri parti la critica ha motivazioni più campanilistiche.

Tagli alle province, ricorso al tar

Ed ecco che Benevento non si vuole unire ad Avellino, Terni non si vuole legare a Perugia, Taranto a Lecce ecc. In Toscana, poi. L’identità provinciale è un fatto storico. E allora pensare ad una cosa razionale come unire le provincie per risparmiare sulla spesa pubblica diventa secondario agli occhi di pisani e livornesi che preferiscono rimanere separati. Questa è l’Italia dei campanili e delle identità da non toccare. Il “Comitato per Pisa capoluogo” ha fatto anche la cosiddetta ipotesi “pisana”, cioè quella che trascende dalla vicinanza geografica. La proposta è di accorpare Pisa con Siena e di accorpare invece Livorno con Grosseto.

 

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