Sacconi ho paura ma non per me

31 ottobre 2011 08:300 commentiDi:

”Ho paura ma non per me perchè sono protetto. Ho paura per persone che potrebbero non essere protette e proprio per questo diventare bersaglio della violenza politica che, nel nostro paese non si è del tutto estinta”. 

Così afferma il ministro del Lavoro a Maria Latella di Sky, Sacconi teme una ripresa del terrorismo verso chi si occupa di lavoro. 

Anche il giuslavorista Ichino ha lanciato un allarme: “No si usi lo spettro della violenza per ridurre il dibattito”. 

“Il lavoro è al centro di una rivoluzione che il governo sta pensando non certo per fare “licenziamenti facili”, termine “assolutamente falso”, ma per “incoraggiare le imprese a crescere”. E ogni volta che l’Italia vuole crescere, che si tenta di scardinare un sistema cristallizzato che non è al passo con l’Europa, si alza lo spettro, l’ombra degli anni di piombo, il terrorismo”. Spiega Sacconi. 

“Oggi – aggiunge il ministro – vedo una sequenza dalla violenza verbale, alla violenza spontanea, alla violenza organizzata che mi auguro non si arrivi ancora  all’omicidio come è accaduto, l’ultima volta dieci anni fa proprio con il povero Marco Biagi nel contesto di una discussione per molti aspetti simile a quella di oggi. Perché già allora parlavamo non di licenziamenti facili (termine assolutamente falso), ma, piuttosto, di come incoraggiare le imprese a intraprendere, ad assumere, ad ampliarsi, a crescere anche attraverso l’idea che se poi le cose non andassero bene, se poi le cose si rivelassero difficili, le imprese, come hanno fatto il passo in avanti dovrebbero fare magari anche un mezzo passo indietro”. Precisa Maurizio Sacconi. 

Ma la spiegazione del ministro del Lavoro passa per una provocazione. Il segretario generale della Cgil ribadisceMi auguro che il ministro lo faccia perché ha degli elementi e non semplicemente per inquinare ulteriormente un clima già molto difficile. Credo che il nostro Paese debba difendere tutte le opinioni e tutte le persone e che non ci debba essere un ritorno alla violenza e, forse è utile che se ci sono degli elementi si mettano le forze dell’ordine in condizione di proteggere le persone perché, tra i tanti problemi, c’è anche quello che vengono progressivamente tagliate le risorse per il sistema sicurezza”. Risponde severamente Susanna Camusso alle affermazioni del ministro Sacconi.

La Cgil ha comunque intrapreso la strada dello “sciopero generale” se il governo definirà le nuove ipotesi di riforma del lavoro.

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Ultimo aggiornamento 31 ottobre 2011 ore 09,30

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