Home / Politica italiana / Salvini e Kyenge al festival delle offese, politica 2.0

Salvini e Kyenge al festival delle offese, politica 2.0

Si muove sul filo dei Social Network il confronto-scontro tra Matteo Salvini e Cecile Kyenge. A far scoppiare la polemica 2.0 tra i due europarlamentari è stata la recente notizia della condanna del segretario della Lega Emilia nonché neo vicepresidente dell’assemblea legislativa regionale Fabio Rainieri. Ripercorriamo velocemente la vicenda per capire come si è arrivati a questo punto caldo.

MATTEO SALVINI MESSO A NUDO

Un anno e tre mesi di reclusione più un risarcimento di 150.000 euro per aver postato sul proprio profilo Facebook una foto della Kyenge con il volto ritoccato in modo da trasformarla in una scimmia: così ha deciso il tribunale di Roma accogliendo la richiesta del legale di parte civile in toto. Salvini non ci sta e, cavalcando anche l’onda della sensibilità diffusa verso la libertà di pensiero e di stampa riscoperta a livello internazionale nel post attentato di Parigi scrive su Facebook: “alla faccia della Libertà di Satira! Neanche a un ladro o a uno spacciatore danno una condanna così, pazzesco”. Il suo post ha superato i 15 mila ‘Mi piace’ in mezza giornata ed è stato condiviso più di 1700 volte. Tra i commenti qualcuno non si è lasciato scappare l’occasione di rispolverare la polemica ormai nota sulla pena troppo dura inflitta a Fabrizio Corona a fronte di reati ben più gravi che restano impuniti. L’ex ministro dell’integrazione Cecile Kyenge non resta di certo in silenzio e ha risposto alla provocazione del leader della Lega Nord via Twitter: “Caro @matteosalvini dire che i neri sono animali non è uno scherzone, alias satira, è reato ed è per questo che ne rispondete in tribunale”. Alla notizia della condanna la Kyenge aveva commentando con soddisfazione: “ha vinto la giustizia”. Entrambi i post hanno suscitato tantissimi commenti di segno opposto: la vicenda infatti ha diviso l’opinione pubblica a metà e se ne continua a parlare via social network. Insomma nel festival delle offese 2.0 tra i due europarlamentari non mancano battute reciproche al vetriolo.