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Sciopero generale per l’art. 18, Camusso minaccia

L’articolo 18 prima ancora della riforma del lavoro nel suo insieme sta diventando uno strumento nelle mani del governo e dei sindacati per barattare una serie di rivendicazioni.

sciopero

Né il governo né le parti sociali dicono di essere disposte a concedere spazi per una trattativa alla controparte. Il governo, a detta di Renzi, continuerà sul viale delle riforme nonostante i poteri forti si oppongano al premier. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Renzi dice di non essere un massone, accusa che gli è arrivata tra capo e collo quand’era in America dalle colonne del Corriere della Sera.

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Più della tensione accumulata con i media, Renzi deve preoccuparsi dei sindacati perché la Camusso minaccia di indire uno sciopero generale anche se dovrà chiamare a raccolta Cisl e Uil che non si sono dimostrate meno coraggiose della CGIL. La Camusso sostiene:

Se il governo proseguirà sulla riforma del lavoro attraverso un decreto occorrerà indire lo sciopero generale.

Poi sull’unità sindacale ha ribadito che la divisione è uno strumento nelle mani del governo e le parti sociali non possono offrire il fianco al governo dimostrandosi poco unite nelle rivendicazioni. Ne va di tutti i lavoratori che rappresentano. C’è da chiedersi però se lo sforzo della CGIL valga anche per i non tesserati.

La leader della CGIL dice che ci sarà una grande manifestazione e la protesta non sarà soltanto nelle piazze, perché bisogna chiedere a tutti di unirsi nelle rivendicazioni, ai precari, ai disoccupati, agli inoccupati che potrebbero trovare nelle proposte della CGIL anche qualcosa che li interessa da vicino.