Stefano Fassina: per annunciare la candidatura a sindaco di Roma va in metrò

Una foto che lo ritrae nella metropolitana di Roma a bordo di uno di quei convogli che da tempo sono diventati sinonimo di disservizio è il biglietto da visita che è stato scelto dal numero uno di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, per annunciare la sua candidatura alle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e la scelta del nuovo sindaco che si terranno a Roma la prossima primavera.

La candidatura di Fassina non è stata un fulmine a ciel sereno. Non è infatti un mistero che, fin dai primi momenti della fondazione di Sinistra Italiana, si è abbondantemente parlato della necessità che fosse lo stesso leader del gruppo a scendere in campo per la corsa a primo cittadino di Roma. Come annunciato dallo stesso Fassina, l’obiettivo della sua candidatura è quello di dare a Roma Capitale una speranza concreta di cambiamento dopo gli scandali delle ultime amministrazioni. Il leader di SI nell’annunciare la sua candidatura ha parlato di nuovo modo di fare politica al servizio e nell’interesse della città. La parola d’ordine è quindi “ricostruire Roma” in ogni ambito compreso quello morale.

La coalizione che dovrà spingere Fassina è comunque ancora tutto allo studio ma l’impronta della candidatura è chiaramente di sinistra e non è qualunquista né tantomeno populista. Complesso il rapporto con il Movimento 5 Stelle che in molti indicano come il grande favorito per la corsa al Campidoglio. Mentre al primo turno, infatti, i due movimenti avranno candidati completamente diverse, al secondo turno Sinistra Italiana non esclude di appoggiare il candidato pentastellato nel caso in cui Fassina non dovesse riuscire ad arrivare al ballottaggio finale. I 5 Stelle, quindi, restano interlocutori privilegiati ma solo nell’ambito di un progetto a lunga scadenza mentre al primo turno ognuno si muoverà con i suoi programmi e i suoi candidati.

Altra questine da definire è il rapporto con il Partito Democratico, la vecchia casa di Fassina e di molti dei suoi. Il taglio con il PD è netto ma la base democratica di Roma costituisce certamente un bacino con cui parlare.

 

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