Home / Politica italiana / Studenti nuova giornata di protesta

Studenti nuova giornata di protesta

Migliaia di studenti hanno ripreso i cortei in tutta l’Italia,  per protestare contro la Riforma delle università, la cui adozione è prevista per martedì alla Camera. 

I manifestanti al grido “Fermatevi e lo chiederemo paralizzando il paese con le nostre iniziative”, stanno bloccando il centro di Roma e perturbando seriamente il traffico in molte città del paese. 

Gli studenti hanno decretato per oggi, martedì, un’intensa giornata di azione contro la Riforma Gelmini, che stanno contrastando da circa una settimana, attraverso le occupazioni dei monumenti,  come il Colosseo a Roma e Torre di Pisa. 

La loro parola d’ordine è “paralizzare il paese”.

A Roma, si prefiggono di addentrarsi nella Camera dei deputati, tuttavia, tutti gli accessi sono stati bloccati da cordoni dell forze dell’ordine.  

Sorpresi dalla manifestazione studentesta, centinaia di turisti e una buona parte del traffico sono stati deviati verso la Fontana di Trevi, che solitamente è una zona a traffico limitato, transitabile dai soli pedoni. 

I cortei stanno sfilando anche nel centro di Torino mentre a Milano, i dimostranti hanno bloccato per una ventina di minuti, i binari del treno, causando notevoli disagi e ritardi.  Sono stati, inoltre,  lanciati uova e petardi contro l’Università “Cattolica”.   

A Napoli, già provata dalla crisi della spazzatura, i manifestanti hanno lanciato borse di rifiuti davanti al palazzo del Governo Regionale. 

Manifestazioni hanno luogo anche a Venezia, a  Palermo e a Brescia dove la polizia ha dovuto agire  a colpi di manganelli, per allontanare dei giovani che lanciavano bottiglie di vetro. 

La Riforma Gelmini prevede in particolare la fusione degli atenei più piccoli, l’entrata nei consigli di amministrazione di collaboratori esterni al mondo accademico e riduce il mandato ai rettori. 

Gli oppositori ritengono, invece, che la misura  miri soprattutto ai tagli, non vedendo contemplata nella Riforma il rinnovo dei contratti di decine di migliaia di ricercatori.

Loading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *