Tutte le novità della spending review approvata in Senato

31 luglio 2012 15:450 commenti

Approvato in Senato il decreto legge sulla spending review: il Governo ha ottenuto la fiducia incassando il voto favorevole di 217, quello contrario di 40 senatori (45 gli astenuti). Ora il provvedimento passa al voto della Camera, ma intanto vediamo che cosa cambia.


Tasse universitarie più alte per i fuori corso universitari: per gli studenti con redditi familiari fino 90mila euro, l’aumento non potrà superare il 25%, per quelli compresi tra i 90mila e i 150mila euro, l’aumento non potrà superare il 50%. Le tasse raddoppiano se il reddito familiare è superiore ai 150mila euro. Previsto il blocco delle tasse universitarie (fino al 2016) per gli studenti in regola meno abbienti (reddito familiare fino a 40mila euro).

L’addizionale IRPEF sarà più cara a partire dal 2013 in otto regioni italiane (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia); il medico ha l’obbligo di indicare il principio attivo nella ricetta, ma anche “la facoltà” di indicare il nome del farmaco, motivando la scelta che sarà vincolante per il farmacista. Novità anche per le province: non si parla più di soppressione, dato che saranno “oggetto di riordino”.

Restano invece invariati criteri minimi indicati per la sopravvivenza delle province stesse (dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350mila abitanti). Gli stipendi dei manager non potranno superare il tetto massimo di 300mila euro (nel caso di aziende partecipate dello Stato, non quotate), previste anche nuove misure di austerity a Bankitalia.

Sei miliardi di euro saranno destinati a imprese e cittadini colpiti dal sisma; salve le agenzie e gli enti locali che effettueranno risparmi del 20%. Inoltre è stata approvata la deroga alla riforma delle pensioni per gli insegnanti che avranno maturato i requisiti entro il 31 agosto prossimo.

Previsto lo stop al cumulo delle indennità per i professori rientrati in ruolo dopo un altro lavoro. Annullati i tagli alla ricerca (previsti per 30 milioni di euro), previsto per quest’anno; niente tagli previsti per il Centro sperimentale di cinematografia, per l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e per la Cineteca nazionale; taglio alle intercettazioni di altri 5 milioni di euro, raddoppiano le sanzioni in caso di scioperi di servizi pubblici.

Tags:

Lascia una risposta