Tutti i problemi e le polemiche sulle nomine alla Corte Costituzionale

14 settembre 2014 16:330 commenti

Il Parlamento sta cercando di eleggere i due giudici della Corte Costituzionale. Fino a poche ore fa i due candidati di punta sono stati Antonio Catricalà e Luciano Violante. Adesso però il primo dei due ha ritirato la sua candidatura. Cosa sta succedendo?

Giudice Claudio Pratillo Hellmann

Se si parla di Corte Costituzionale o se si parla di Consulta, in realtà, ci si riferisce allo stesso organismo e l’uso del secondo nome dipende dal palazzo dove si riunisce. Originariamente la Consulta era un organo dello Stato Pontificio. La sua composizione è di 15 giudici, 5 dei quali sono nominati dal Presidente della Repubblica, 5 dalla magistratura e 5 dal Parlamento in seduta comune.

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Dalla fine di giugno ad oggi ci sono due posti vacanti tra quelli eletti dal Parlamento, in più il Parlamento deve elegger anche 8 membri su 27 del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il Parlamento, per la Corte Costituzionale, ha tentato di far venire fuori i nomi per nove scrutini consecutivi e per il CSM si è riunito tre volte. Tutti i tentativi sono falliti per la Consulta mentre per il CSM sono stati eletti tre degli otto membri di nomina parlamentare.

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La maggioranza del Pd, per eleggere i due uomini per la Consulta, deve accordarsi con le altre forze presenti in Parlamento dove deve arrivare ad accumulare tre quinti die voti. La maggioranza non è riuscita ad accordarsi con Fi dove ha prevalso il parere di Berlusconi spaccando il partito. Dopo tre elezioni andate a vuoto, visto che i numeri non c’erano, mancavano addirittura 200 voti, Catricalà ha ritirato la sua candidatura.






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