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Affezioni neurologie e apnee notturne: divieto di patente per adeguamento all’Ue

L’Italia si è adeguata a quella che è la normativa a livello europee per il rilascio della patente e così, anche nel nostro Paese, ha fatto la sua comparsa il divieto di rilascio della patente di guida a tutti quei soggetti che soffrono di gravi affezioni neurologiche. Saranno le commissioni mediche incaricate di verificare la sussistenza dei requisiti di salute necessari per poter prendere la patente a verificare se eventuali affezioni neurologiche siano talmente gravi da poter rappresentare un pericolo per la guida.

La nuova legge che stringe i requisiti di salute vale anche per quei soggetti che la patente di guida l’hanno già conseguita e, in questo caso, sarà la verifica presso la commissione medica all’atto del rinnovo, a sancire l’eventuale ritiro del titolo di guida. Lo stop alla patente per alcune categorie affette da determinate patologie rientra in una più ampia revisione, decisa a livello europeo, delle regole sulla guida.

Le apnee notturne, da un punto di vista medico, comportano tutta una serie di complicazioni come ipertensione arteriosa, sonnolenza diurna, arteriosclerosi e deficit cognitivi e mnemonici con le quali molti italiani sono costretti a convivere.

Fino ad oggi in Italia la patente era rilasciata anche ai soggetti affetti da apnee notturne. A livello europeo, però, si è deciso da dare una sterzata perchè è stato dimostrato che la sussistenza di stati di apnea notturna possono andare ad impattare sulla sicurezza alla guida. Chi è affetto da questa malattia, quindi, rischia di essere pericoloso per se stesso e per gli altri guidatori e da qui il deciso cambio di rotta. I numeri statistici che sono stati forniti dall’Europa non sembrano lasciare spazio a dubbi di sorta perchè il rischio che un soggetto affetto da apnea notturna sia coinvolto in un tamponamento o in un incidente stradale più grave è pari al doppio, e in alcuni casi, al triplo rispetto alla media. La nuova legge è già in vigore essendo stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

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