Alimenti che contengono fluoro

8 febbraio 2014 12:401 commentoDi:

Medici 05

Una delle sostanze che non deve mai mancare ad un buon dentifricio è il fluoro, un elemento presente in quantità limitate nell’organismo umano, ma che ha un ruolo fondamentale soprattutto nella costituzione e nella salute dei denti e delle ossa. Per questo i dentifrici in commercio devono sempre contenere un alto livello di fluoro, perché particolarmente indicato nella cura e nella trattazione della carie dentale. 

Ma che cosa è il fluoro?

Il fluoro, o meglio il fluoruro, la sua forma attiva, è un minerale essenziale per la salute e l’esistenza umana. Nell’ambiente è presente nel suolo, nell’acqua e nelle piante e nei tessuti organici degli animali, ma nell’uomo, come dicevamo, si concentra, anche se sempre in piccole quantità, soprattutto a livello dello scheletro e dei denti.

Il fluoro viene assunto dagli esseri viventi soprattutto attraverso l’acqua e l’alimentazione e di norma il sangue contiene circa 2,8 millilitri di fluoro ogni 100 millilitri. Una parte di questo, tuttavia, viene anche costantemente eliminato attraverso il sudore e l’urina, in modo tale che i suoi livelli possano sempre restare in equilibrio.

All’interno dell’organismo umano il fluoro si trova soprattutto sotto forma di fluoruri, di cui è possibile individuare almeno due tipologie: il fluoruro di sodio e il fluoruro di calcio. Mentre il primo viene di norma aggiunto alle acque minerali, il secondo è una sostanza naturale già presente nell’organismo. Questo secondo tipo attivo di fluoro svolge una funzione importante nel deposito del calcio nelle ossa.

Ma il fluoro ha anche una azione benefica nella riduzione della formazione degli acidi grassi all’interno del cavo orale, che sono in grado di attaccare lo smalto dei denti. Da questo deriva la sua eminente funzione preventiva nei confronti della carie.

Alla luce di questi effetti benefici del fluoro sull’organismo, quindi, è necessario che le quantità di fluoro presenti raggiungano sempre un livello ottimale. Ma quale è questo livello?

Il livello di fluoro ottimale nell’organismo

Al momento non esiste ancora, in verità, un parere univoco da parte della scienza medica sui livelli e sulle quantità ottimali di fluoro che sarebbero indicate per ogni organismo umano. Alcune teorie prospettano una quantità compresa tra gli 1 e i 4 mg al giorno, che deve essere ingerita attraverso le due modalità prospettate in precedenza, che sono l’alimentazione e l’acqua potabile.

Alimenti che contengono fluoro

L’alimentazione è, infatti, come abbiamo visto uno dei canali essenziali che permette l’introduzione del fluoro nel nostro organismo, dal momento che un tipo particolare di questo elemento si trova collegato ai cibi e alle proteine contenute negli alimenti.

Esistono, cioè, alimenti particolarmente ricchi di fluoro, che è possibile preferire per aumentare le dosi di questo minerale all’interno dell’organismo. In generale gli alimenti che si distinguono per un più alto contenuto di fluoro sono:

  • i diversi tipi di pesce e di frutti di mare, il the nelle sue diverse forme, il vino, il caffè, le patate (soprattutto se non private della buccia), i cereali, la birra, gli spinaci ed altri tipi di vegetali.

Se si volesse quindi stilare una lista  degli alimenti che contengono fluoro con l’aggiunta delle indicazioni relative alle quantità effettivamente contenute all’interno di essi sono:


  • The – 0,3729 mg o 372,9 mcg
  • Uva secca – 0,2339 mg o 233,9 mcg
  • Vino bianco da tavola – 0,202 mg o 202 mcg
  • Gamberetti – 0,201 mg o 201 mcg
  • Gamberi – 0,166 mg o 166 mcg
  • Vino da tavola comune – 0,1533 mg o 153,3 mcg
  • Vino rosso merlot – 0,1046 mg o 104,6 mcg
  • Vino rosso da tavola – 0,1046 mg o 104,6 mcg
  • Caffè moka in tazza – 0,0907 mg o 90,7 mcg
  • Acqua tonica – 0,0825 mg o 82,5 mcg
  • Aranciata – 0,0806 mg o 80,6 mcg
  • Succo di uva, senza zucchero – 0,072 mg o 72 mcg
  • Acqua  – 0,0712 mg o 71,2 mcg
  • Cereali – 0,0678 mg o 67,8 mcg
  • Patatine chips – 0,0613 mg o 61,3 mcg
  • Succo di prugna – 0,0602 mg o 60,2 mcg
  • Coca cola – 0,057 mg o 57 mcg
  • Chips di mais – 0,0519 mg o 51,9 mcg
  • Pane di segale – 0,051 mg o 51 mcg
  • Patate, lesse, cotte con la buccia e sbucciate – 0,0494 mg o 49,4 mcg
  • Carote, lesse – 0,0475 mg o 47,5 mcg
  • Birra light – 0,0453 mg o 45,3 mcg
  • Succo di pompelmo, senza zucchero – 0,0449 mg o 44,9 mcg
  • Riso in chicchi lunghi – 0,0411 mg o 41,1 mcg
  • Spinaci lessi – 0,0378 mg o 37,8 mcg
  • Pepe – 0,0342 mg o 34,2 mcg
  • Pancetta di maiale, cotta – 0,0336 mg o 33,6 mcg
  • Succo di arancia, senza zucchero – 0,0313 mg o 31,3 mcg
  • Tonno sott’olio sgocciolato – 0,031 mg o 31 mcg

Come risulta anche da questa lista, inoltre, uno degli alimenti più ricchi di fluoro è anche l’acqua minerale e quella potabile, per la quale va però affrontato un discorso a parte.

Le acque minerali e il fluoro

Non tutte le acque minerali contengono una quantità fissa di fluoro. La concentrazione di questo elemento al loro interno è molto variabile, perché vi sono in commercio acque con valori prossimi allo zero, cioè minimamente mineralizzate, e acque con valori molto alti, che sono definite anche fluorate, cioè acque in cui le concentrazioni del minerale possono superare anche il valore di 1 mg al litro.

A partire dagli anni ’50, inoltre, in alcuni paesi sono stati intrapresi anche interventi di fluorizzazione delle acque potabili, al fine di garantire alla popolazione il giusto apporto di fluoro. Non sempre, tuttavia, però, con il passare del tempo, questa scelta si è rivelata ottimale, perché anche un minerale dai benefici effetti come questo, se assunto in eccessive quantità può avere effetti tossici e dannosi sull’organismo.

In media le acque potabili contengono una parte di fluoro su un milione e i livelli di tossicità si instaurano quando queste quantità vengono raddoppiate. Ancora oggi, tuttavia, la questione inerente le acque potabili è aperta e interessa anche l’Italia. Ma che cosa può provocare nel corpo umano l’assunzione di dosi eccessive di fluoro?

Gli effetti dell’eccesso di fluoro nell’organismo

L’assunzione eccessiva di fluoro può in primo luogo provocare la fluorosi dello smalto dei denti, che viene ad assumere delle caratteristiche macchie bianche, una patologia, che può aggravarsi con la progressiva accumulazione del minerale e arrivare ad evolversi anche nella formazione di solchi e cavità.

Il processo di iperassunzione di fluoro, inoltre, è cumulativo, nel senso che il minerale tende a depositarsi nelle ossa dello scheletro, dove può provocare un eccessivo irrigidimento delle strutture, destinate a perdere la loro caratteristica elasticità e flessibilità. Un osso poco flessibile, però, è anche più soggetto alle rotture.

Un iperdosaggio cronico di fluoro può anche provocare, infine, alterazioni mentali e sistemiche, come disordini del sistema immunitario ed endocrino.

 






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