Alla base dell’ansia e degli attacchi di panico

19 gennaio 2013 19:150 commenti

Sull’ansia e gli attacchi di panico si è scritto molto. Stiamo parlando di due emozioni che possono rappresentare un disagio psicologico, ma che una volta avevano un’importanza in termini di conservazione della specie. Hanno permesso all’uomo di sopravvivere e di mettersi al riparo quando il mondo era un luogo pericoloso. L’uomo può essere anche preda e conoscere i pericoli gli è servito per difendersi meglio.

Il più alto livello di ansia, che spesso è un attacco di panico, è un meccanismo di difesa magari esagerato che mette emergenza alla persona e porta il corpo in uno stato utile per affrontare un aggressore o per uscire rapidamente da un posto ritenuto pericoloso.

L’adrenalina, le alterazioni del flusso sanguigno, i cambiamenti nel sistema digestivo ecc. sono in uno stato utile per fornire le migliori possibilità per rimanere in vita.

Ai fini della sopravvivenza, quindi, una volta che si è imparato che una certa situazione è pericolosa, la mente ricorderà questo fatto nel momento in cui vede una situazione simile. A ricordare è soprattutto l’inconscio perché siamo all’interno di una realtà emotiva.

L’uomo si evoluto, ma porta comunque con sé questa sorta di ricordo di un mondo che è stato. Se una persona ha un attacco di panico in macchina si potrebbe sentire ansiosa la prossima volta che si ritrova in macchina, su un autobus o in treno perché la situazione è più o meno simile.

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