Anche il colesterolo buono (HDL) può mettere a rischio la salute del cuore

7 febbraio 2014 14:330 commentiDi:

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Probabilmente la medicina ancora non ci ha svelato proprio tutto quello che c’era da sapere su alcuni fenomeni che avvengono all’interno del nostro organismo, alcune sostanze che vi circolano a piede libero e sulle relative patologie connesse. Rientrano in questo caso, ad esempio, gli studi sul colesterolo e sulle numerose malattie cardiovascolari ad esso relative, perché alcune ricerche compiute di recente sembrano per certi versi sconfessare quello in cui si era a lungo tempo creduto dal punto di vista scientifico. 

Un studio pubblicato di recente, infatti, sembra sostenere che anche il colesterolo buono che circola all’interno del nostro sangue, quello indicato con la sigla HDL, ed in genere ritenuto estremamente positivo per il nostro organismo, possa provocare dei danni a livello cardiaco, subendo in alcuni casi delle modifiche, e aumentando nel pazienti il rischio di soffrire di una patologia cardiovascolare.

Secondo queste ultime ricerche, dunque, anche il colesterolo buono HDL potrebbe venire in alcuni casi ad assumere il ruolo e la pericolosità della sua controparte negativa, il colesterolo cattivo, quello indicato con la sigla LDL, da tempo noto in medicina per la sua capacità di depositare il colesterolo lungo le arterie.

A compiere questa inaspettata scoperta, che ha in verità il potere di sconfessare anni e anni di ricerche precedenti sulle due opposte tipologie di colesterolo presenti all’interno del nostro organismo, è stato un team di ricercatori americani, attivo presso la Cleveland Clinic, nello stato dell’Ohio (USA).

Lo studio che si fa portatore di questa nuova teoria è stato di recente pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine e riporta il titolo “An abundant dysfunctional apolipoprotein A1 in human atheroma”. Per compiere questa ricerca, che si è protratta per ben 5 anni, sono stati impiegati oltre 600 soggetti con problemi di colesterolo alto e altre disfunzioni dell’apparato cardiovascolare.

Ma che cosa sostiene la nuova teoria relativa al possibile, inaspettato ruolo assumibile dal colesterolo buono o HDL?

Anche il colesterolo buono (HDL) può mettere a rischio la salute del cuore

Secondo i risultati ottenuti nello studio citato dai ricercatori americani, il colesterolo buono o HDL, formato dalla lipoproteine ad alta densità – High Density Lipoprotein -, il cui compito precipuo secondo le conoscenze fino ad oggi acquisite sarebbe quello di proteggere le arterie dalla formazione di eventuali accumuli di grasso sulle pareti, proprio a contatto con i tessuti dei vasi può subire delle modifiche e perdere le sue preziose caratteristiche cardio – protettive, arrivando a provocare nei soggetti interessati fenomeni locali come infiammazioni, indurimento delle pareti delle arterie, coaguli, aterosclerosi.

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Secondo lo studio, dunque, alcuni pazienti sarebbero potatori di una forma anomala di colesterolo HDL, modificato rispetto a quello buono tradizionale, le cui concentrazioni all’interno dell’organismo potrebbero anche essere utilizzate per predire il livello di rischio cardiovascolare nei singoli pazienti.


Che cosa dice, invece, la medicina tradizionale in merito al ruolo e alle funzioni svolte dal colesterolo buono all’interno delle arterie?

Secondo le ricerche e gli studi degli anni passati, ormai consolidati nella medicina tradizionale e passati anche a conoscenza del grande pubblico, il colesterolo buono o HDL dovrebbe invece fungere, all’interno delle arterie come un vero e proprio scudo per le patologie del cuore, dal momento che le proteine da cui è composto, le lipoproteine ad alta densità, sono solite agire come dei veri e propri pulitori dei vasi, in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo incontrato lungo le pareti e di portarlo nel fegato, dove può essere sintetizzato e eliminato.

> Alimenti che contengono il colesterolo buono (HDL)

A differenza del fondamentale ruolo benefico svolto dalla lipoproteine ad alta densità – HDL – le loro antagoniste, le lipoproteine a bassa densità – LDL – da cui è composto il colesterolo cattivo, a causa della loro lentezza tendono invece a perdere le molecole di colesterolo nel tragitto e a lasciare che queste ultime si depositino nei vasi.

Alimenti che contengono il colesterolo buono (LDL)

Questo è dunque il quadro della situazione tracciato fino a questo momento dalla medicina tradizionale. La nuova teoria si pone però in netto contrasto con questa visione, perché suggerisce che il ruolo del colesterolo buono o HDL possa essere in alcuni casi più complesso, se è in grado di modificarsi e addirittura concorrere allo sviluppo delle cause delle malattie cardiovascolari.

I ricercatori americani da questi presupposti concludono quindi che sarebbe opportuno indagare ancora più a fondo il ruolo svolto dal colesterolo buono, perché senza dubbio più complesso rispetto a quello previsto.

Ma quali sono le cause che i ricercatori americani adducono in relazione alla modifica delle proprietà benefiche delle lipoproteine ad alta densità?

Secondo il team della Cleveland Clinic le cause dalla modifica del colesterolo HDL da positivo in negativo per il cuore andrebbero ricercate all’intero di una proteina, l’apolipoproteina A1 (apoA1), il cui compito sarebbe proprio quello di agganciare il colesterolo presente nelle pareti arteriose e trasportarlo fino al fegato. In alcuni casi, infatti, è proprio questa proteina – o meglio una sua porzione, chiamata apoA1 – dal ruolo fondamentale ad ossidarsi e a non riuscire più a compiere il suo benefico ruolo.

E cosa pensano gli scienziati del mondo a livello internazionale in merito a queste nuove scoperte su di un possibile ruolo negativo assunto dal colesterolo HDL? Lo studio americano, in verità, non è stato l’unico studio a mettere in luce un simile fenomeno negli ultimi tempi. Oltre al gruppo di Cleveland, infatti, anche un gruppo di ricercatori di Zurigo ha affrontato studi analoghi.

Lo studio americano, tuttavia, ha avuto sicuramente il pregio di indicare con chiarezza quale fosse la proteina responsabile del cambio delle funzioni del colesterolo buono. E la scoperta è tanto più importante per la possibilità di creare finalmente farmaci in grado di alzare i  livelli di HDL nel sangue ma non di quello che può andare soggetto a degenerazione e modifica.

C’è da aggiungere, inoltre, che i livelli di HDL cattivo tendono ad aumentare maggiormente in soggetti interessati da patologie ed episodi di tipo cardiovascolare, come infarto e ictus, e quindi ora sarà possibile trattare meglio anche questi soggetti, perché si potrà andare a verificare con sicurezza se la presenza delle HDL disfunzionali comporti un maggiore rischio di ricadute di ictus e infarto.






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