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Andria shock: Beve una Coca-Cola poi la ricoverano in ospedale

Fortunatamente la piccola sta bene. Il caso è già passato nelle mani della magistratura, su segnalazione della Polizia di Stato, che effettuerà le analisi microbiologiche per accertare la natura dell’”intruso” indesiderato.

Quando si parla di igiene alimentare non bisogna mai abbassare la guardia, ma la vicenda che vi descriviamo davvero dell’assurdo. Stando a quanto è stato divulgato da molte testate giornalistiche, un’adolescente dodicenne di Andria bevendo un sorso della famosissima bevanda si è trovata spiacevolmente un verme in bocca. La ragazza è stata trasportata immediatamente in ospedale sotto osservazione solamente perché non vi era conoscenza del tipo di verme ingerito situato all’interno della lattina.

La piccola, dopo aver bevuto la bevanda, di è accorta di avere un verme in bocca. Per adesso, in questo caso, nella ragazzina non si riscontra alcuna anomalia dal punto di vista fisico: la 12enne non ha presentato segni di malessere, ma è estremamente necessario che cose del genere vengano evitate, per evitare, appunto, situazioni come questa

Secondo il responsabile dell’ospedale, dunque, “la bambina non ha avuto né vomito, né diarrea o altri sintomi che possano allarmarci, resterà per qualche ora in ospedale”. Scattato, comunque, subito l’allarme e avvisate le forze dell’ordine. Sul posto, infatti, sono giunti agenti del commissariato di polizia che, con l’ufficio igiene di Andria e il Sian, il Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione della Puglia, hanno sequestrato la lattina e stanno cercando di individuare il lotto per risalire alla provenienza.

Non è, però, questa la prima volta dove un contenitore d’alimenti sigillato fa trovare al suo interno una sgradevole sorpresa. Era successo, per esempio, tre anni fa a Modena, dove un’anziana signora si è versata dell’acqua da una bottiglietta chiusa prima di accorgersi che all’interno c’era una sorta di bozzolo, lungo almeno tre centimetri e attaccato alla plastica della confezione. Anche la donna aveva bevuto buona parte dell’acqua prima di rendersi conto dell’accaduto, anche lei si fece visitare, ma per fortuna anche quella volta non ci fu nessuna conseguenza.

Nessun alimento, in natura, è sterile, cioè privo di microbi.

Lasciato a sé, qualsiasi alimento, dopo un certo tempo, si altera; questo avviene tanto più in fretta quanto più l’alimento è ricco di microrganismi, i quali agiscono sulle sostanze che lo compongono (proteine, grassi e zuccheri) modificandone le caratteristiche, l’aspetto, il sapore. Pensiamo, ad esempio, al latte pastorizzato e a quello a “lunga conservazione”. Il primo si mantiene solo pochi giorni, perché è stato privato solo di alcuni suoi germi; il secondo si mantiene a lungo proprio perché “sterile”, cioè privo di germi.

Alcuni alimenti si prestano più di altri a trasmettere infezioni (poiché in essi i batteri si moltiplicano più facilmente che in altri) e, una volta contaminati, permettono ai batteri di raggiungere concentrazioni enormi in poco tempo (latte, formaggi, carni tritate, creme e paste all’uovo …). È bene sapere che la presenza di microrganismi patogeni, anche in grande quantità, può non provocare modificazioni alle caratteristiche dell’alimento (sapore, consistenza, odore). Ciò rende più difficile il riconoscimento degli alimenti da scartare perché contaminati. È il caso, ad esempio, della tossina dello stafilococco la cui presenza non è sospettabile ad un esame sommario dell’alimento (va ricordato che la tossina è presente anche dopo la cottura dell’alimento in quanto resistente al calore).

COME AVVIENE LA CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI

Le persone possono contaminare gli alimenti con microrganismi che provengono da lesioni cutanee (es. foruncoli), da infezioni del cavo orale o dell’apparato respiratorio (tonsilliti, bronchiti), o con batteri eliminati con le feci (salmonelle…).
Le cosiddette malattie a trasmissione oro-fecale, come la salmonellosi, il tifo, le dissenterie, sono infatti provocate dalla ingestione di microbi che a loro volta provengono dalle feci di uomini e/o animali.
Non è necessario essere malati per immettere nell’ambiente batteri patogeni. La salmonella può essere presente nelle feci di una persona che non accusa alcun disturbo. Lo stafilococco può trovarsi nella gola di una persona “sana” e, per un colpo di tosse, può contaminare un alimento, moltiplicarvisi e provocare malattia in chi consuma l’alimento.
Per la contaminazione dei cibi da cattiva igiene dell’alimentarista, da materie prime, da attrezzature, da contatto tra cibi crudi e cibi cotti, da cibo ottenuto da fonti incerte, si rimanda al capitolo “Fattori di rischio delle malattie trasmesse da alimenti e azioni di prevenzione”.

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