Apnee notturne nei bambini

6 giugno 2012 15:100 commenti

La sindrome OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), meglio nota come apnee notturne, contrariamente a quanto si è portati a pensare non colpisce solo gli individui in età adulta ma anche i bambini. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno, infatti, a soffrirne sono due bambini su cento, mentre tra gli adulti ne soffrono 4 individui su 100. Nel caso dei bambini le apnee notturne sono dovute soprattutto ad un ingrossamento di adenoidi e tonsille, tuttavia spesso vi è anche una correlazione con patologie neuromuscolari, obesità e alterazioni anatomiche cranio-facciali.

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La patologia consiste in una parziale o completa ostruzione delle vie aeree durante il sonno, con la conseguente interruzione della normale ventilazione e la possibile insorgenza di problemi cardiovascolari e deficit neurocognitivi. Tra le possibili conseguenze gli esperti annoverano alterazioni metaboliche, ipertensione arteriosa, riflessi negativi sullo sviluppo e sulla crescita, riduzione del quoziente intellettivo e delle capacità riflessive.


Francesco Peverini, Direttore Scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno,  ha lanciato un vero e proprio allarme, sottolineando la necessità di sensibilizzare i genitori affinché diventino degli osservatori attenti, in modo tale da poter intervenire e scongiurare eventuali rischi futuri.

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I sintomi che dovrebbero aiutare ad individuare la presenza di questa patologia sono diversi: quasi sempre figurano russamento, difficoltà nell’addormentarsi, agitazione durante il sonno, enuresi e sudorazione. Nel corso della giornata i bambini che soffrono di apnee notturne risultano spesso irritabili, iperattivi e hanno uno scarso rendimento scolastico soprattutto a causa di problemi di concentrazione e di memoria. In alcuni casi, tuttavia, si possono manifestare sintomi opposti, come svogliatezza, sonnolenza e pigrizia.






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