Aumentano gli interventi di chirurgia estetica correttivi

21 dicembre 2013 15:510 commentiDi:

filler

Con la crisi economica è aumentato il numero di persone che sono ricorse ad interventi di chirurgia estetica low cost per correggere qualche piccolo inestetismo senza però intaccare troppo il conto in banca.

Ma si sa, non sempre il low cost si rivela un vero affare, soprattutto quando in gioco c’è la salute.

Secondo un recente studio dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), negli ultimi tre anni il numero di pazienti che sono dovuti ricorrere ad un intervento correttivo è aumentata del 20% e la maggior parte di coloro che si rivolgono ad un chirurgo per correggere interventi precedenti provengono da trattamenti low cost.


Il problema, specificano gli esperti, che abbassare le tariffe di una operazione di chirurgia estetica vuol dire, per forza di cose, inficiarne la qualità e la sicurezza: gli interventi low cost, infatti, vengono solitamente effettuati in strutture non idonee, con strumenti poco adeguati e da medici non specializzati.

Secondo l’Aicpe è necessario provvedere ad una regolamentazione del settore che limiti la tipologia di interventi effettuabili negli studi medici – dove si potranno praticare iniezioni di filler o piccoli interventi chirurgici in anestesia locale – e specifichi chiaramente quali sono gli interventi che, data la loro complessità e il tasso di rischio, devono essere effettuati obbligatoriamente in day surgery o in strutture protette.






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