Cancro per caso: contestata la ricerca di Tomasetti e Vogelstein

Il cancro non è una questione di fortuna e di cattiva sorte. E’ un coro compatto e assordante quello che praticamente ha demolito le conclusioni stesse della recente ricerca di Tomasetti e Vogelstein in merito alla casualità come base del cancro e del tumore. La scoperta dei due ricercatori era stata pubblicata circa un mese fa sul prestigioso Science, suscitando subito un coro di proteste anche perchè, come si è convenuto da più parti, il passo successivo all’affermare che la sfortuna gioca un ruolo non indifferente nel tumore potrebbe tranquillamente essere la demolizione dovuto a inutilità di tutta la ricerca sui tanti tipo di cancro e di tumore.

Oggi è stata la stessa Science Magazine a dare spazio a una selva di lettere, di studio e di appunti di altri ricercatori che punto per punto hanno profondamente ridotto quello che su alcuni siti era stata già ribattezzata come la teoria del caso. Del resto, nell’immediatezza della pubblicazione dello studio, era già intervenuta la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità che aveva messo in guardia contro la scorciatoia della “sfortuna” per giustificare mali terribili contro cancro e tumore.

Ad onor di cronaca si deve comunque riconoscere che lo studio di Tomasetti e Vogelstein non era comunque campato in aria. I due ricercatori infatti, sostenevano che alla base della diffusione di queste malattie ci potessero essere mutazioni improvvise, quindi non prevedibili, del Dna. Una sorta di roulette russa, insomma. Chiaramente più replicazioni del Dna si hanno, maggiore è la possibilità che ci siano “errori” e quindi tumore e cancro. La prova maestra per i due ricercatori era rappresentata dal confronto tra le statistiche di diffusione del tumore e appunto questo studio sulla replicazioni del Dna.

Le lettere che Science ha pubblicato riducono invece la portata di questa correlazione. Secondo altri ricercatori, infatti, è vero solo che alcuni tessuti sono più colpiti dai tumori rispetto ad altri ma non è invece dimostrato che i due terzi dei tumori sono originati proprio dagli errori in fase di replicazione. Non solo. Secondo altre lettere apparse su Science, infatti, è assai probabili che in altre aree geografiche si abbiano risultati diversi. Insomma Tomasetti e Vogelstein hanno si individuato qualcosa di interessante ma esso non può essere elevato a conclusione perchè i conti non tornano.

E allora? I fattori alla base del tumore restano sempre i soliti e anche la prevenzione resta un elemento di straordinaria rilevanza per far abbassare la possibilità di restare vittima di queste malattie.

 

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