Cannabis ad uso terapeutico – Come verranno coltivate le nuove piante

23 settembre 2014 11:330 commentiDi:

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Il Ministero della Salute e quello della Difesa hanno da poco dato il via libera alla prima produzione nazionale di cannabis ad uso terapeutico. Gli aspetti della produzione di questo nuovo farmaco  – principio attivo saranno gestiti dall’Istituto Chimico militare dei Firenze. I chimici toscani, tuttavia, non saranno soli in questa impresa, ma ad aiutarli ci saranno altri esperti italiani. 

La cannabis ad uso terapeutico sarà prodotta per la prima volta in Italia

In Italia, infatti, l’agricoltura e la ricerca in agricoltura costituiscono un settore ancora fiorente. E per questo motivo non è stato difficile individuare chi avesse le competenze adatte in materia. Un aiuto verrà quindi dal Centro di ricerca per le colture industriali  – il CRA-CIN – il più grande ente italiano di ricerca in agricoltura, controllato attualmente dal Ministero delle Politiche Agricole, con sede a Rovigo in Veneto.


Le più grandi piantagioni clandestine di cannabis presenti in Italia

Presso la sede dell’istituto vengono infatti già realizzate ricerche sulla canapa, vengono prodotte per la ricerca piante con differenti concentrazioni di cannabinoidi e c’è la possibilità di una produzione di specie in serra. A disposizione, inoltre, circa 60 ettari di terreno su cui vengono coltivate diverse tipologie di piante provenienti da tutto il mondo.

Un centro di ricerche in agricoltura, quindi, con una certa fama in Europa, in cui la produzione è rigidamente sorvegliata, analizzata e controllata. Il grosso della produzione nazionale, tuttavia, avverrà a Firenze, dove lo stabilimento possiede i requisiti di sicurezza necessari ad una produzione più vasta. A Rovigo, nel frattempo, le poche piante presenti vengono coltivate in ambiente quasi sterile.

Salubrità e assenza di contaminazione, del resto, dovranno però essere i requisiti fondamentali per tutte le piante di cannabis ad uso terapeutico, per le quali si punta ad una standardizzazione del principio attivo e dunque alla massima efficacia del relativo farmaco.






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