Cellule staminali adulte, l’alternativa possibile alle cellule staminali embrionali

14 gennaio 2014 10:370 commentiDi:

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Le cellule staminali si possono categorizzare in due grandi gruppi: le cellule staminali embrionali e le cellule staminali adulte. Le prime, quelle embrionali, sono cellule pluripotenti, ovvero sono cellule che hanno la capacità di differenziarsi per diventare delle cellule di tutti gli organi e tessuti del corpo (tranne la placenta), ma la loro estrazione prevede la distruzione del blastocito, ovvero un embrione nei primissimi giorni dello sviluppo.

Le cellule staminali adulte, che hanno una minore potenzialità di differenziazione, sono invece estraibili dal midollo spinale, dal sangue del cordone ombelicale e anche dal grasso corporeo, tutti metodi che non comportano rischi per l’individuo.

Da qui si può comprendere facilmente il motivo per cui molte confessioni religiosi rigettano ogni possibilità di ricerca o di sperimentazione sulle cellule staminali embrionali in quanto, nella maggior parte di queste, la vita umana inizia quando lo spermatozoo feconda l’ovulo della donna dando vita alla prima cellula unificata.

È il momento stesso del concepimento: da qui in poi si tratta di vita umana e pertanto sacra ed inviolabile, anche nel caso in cui l’utilizzo (e quindi in questo caso la distruzione) delle cellule contenute nell’embrione venga fatto con il fine di salvare un’altra vita umana.

Esistono delle alternative all’uso delle cellule staminali embrionali?

Il fatto che molte confessioni religiose si oppongano alla ricerca sulle staminali embrionali, ha fatto sì che in molti paesi (un esempio lampante è l’Italia) la ricerca su queste sia stata vietata.

La legislazione nei vari Paesi varia enormemente, con differenze che vanno dal divieto assoluto di ricerca su cellule embrionali a possibilità di impiego di embrioni altrimenti inutilizzati fino alla creazione di cellule embrionali a puro scopo di ricerca.
Negli Stati Uniti, ad esempio, vengono utilizzati gli embrioni congelati (quelli che si utilizzano per la fecondazione assistita) che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono in grado di generare una nuova vita e quindi non vengono impiantati, il che vuol dire che comunque non avrebbero generato una nuova vita. Altra alternativa è quella di utilizzare gli embrioni abortiti, quindi ormai senza più vita né possibilità di diventarla in potenza, oppure gli embrioni derivanti dalla donazione.

La ricerca sulle cellule staminali umane pluripotenti promette nuovi trattamenti e cure possibili per molte malattie e lesioni debilitanti, tra cui il morbo di Parkinson, il diabete, le malattie cardiache, la sclerosi multipla, le ustioni e le lesioni del midollo spinale. L’NIH ritiene che il potenziale medico e i vantaggi della tecnologia delle cellule staminali pluripotenti umane siano interessanti e degni di esercizio in conformità con adeguati standard etici.

Questo è quanto si legge nelle linee guida per la ricerca sulle cellule staminali embrionali redatte dal National Institute of Health nel 2000.


Le cellule staminali adulte sono davvero una alternativa alle cellule staminali embrionali?

Allo stato attuale delle ricerche sulle cellule staminali, si può dire che anche le cellule adulte possono portare a degli ottimi risultati.
Le cellule staminali adulte, tuttavia, hanno una limitata capacità di differenziazione, nella maggior parte dei casi possono trasformarsi solo in cellule del tessuto o dell’organo di origine. Ma alcune evidenze scientifiche suggeriscono che si può aumentare la plasticità delle cellule staminali adulte e quindi aumentare il numero di tipi cellulari che una data cellula staminale adulta può diventare.

Anzi, i ricercatori hanno anche messo in evidenza che le cellule staminali adulte possono essere più sicure delle embrionali: se un adulto riceve delle staminali embrionali che non sono sue (ovvero derivate da embrioni congelati o simili) è sottoposto al rischio di rigetto (cosa che non accadrebbe se le cellule fossero le sue), pericolo questo praticamente annullato se al paziente vengono impiantate cellule staminali da lui stesso derivate.

Cellule staminali embrionali contro cellule staminali adulte

  • Le cellule staminali embrionali costituiscono una parte significativa di un embrione in fase di sviluppo, mentre le cellule staminali adulte sono numericamente minori (ogni 1.000 cellule del midollo osseo, solo 1 sarà una cellula staminale utilizzabile). Per questo, le cellule staminali embrionali sono più facili da isolare e da crescere ex vivo in coltura.
  • Le cellule staminali embrionali si dividono più rapidamente rispetto alle cellule staminali adulte, rendendo potenzialmente più facile generare un gran numero di cellule per mezzo terapeutico. Al contrario, cellule staminali adulte si dividono più lentamente, rendendo difficile un trattamento tempestivo della patologia.
  • Le cellule staminali embrionali hanno una maggiore plasticità, che permette loro di trattare una vasta gamma di malattie.
  • Le cellule staminali adulte dal corpo stesso del paziente potrebbe non essere efficaci nel trattamento di malattie genetiche.
  • Le anomalie del DNA presenti nelle cellule staminali adulte (causate da tossine e da altri fattori esterni) possono renderle poco adatti al trattamento.
  • Le cellule staminali embrionali hanno il potenziale per curare le malattie croniche e degenerative che la medicina attuale è stata in grado di trattare efficacemente.

Cellule staminali pluripotenti indotte, la grande scoperta di Shinya Yamanaka

Gli studi in tal senso sono tantissimi, ma il punto di svolta di questa ricerca è arrivato nel 2006, quando lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka è riuscito a generare cellule staminali pluripotenti indotte (ovvero non derivanti da embrioni, ma da cellule adulte) a partire da fibroblasti adulti di topo e, l’anno successivo, è riuscito ad ottenere lo stesso risultato a partire da fibroblasti adulti umani.
in termini molto semplicistici, il medico giapponese è in grado di trasformare una cellula staminale adulta, quindi con poche possibilità di differenziazione, in una cellula staminale pluripotente, ovvero in grado di trasformarsi in qualsiasi altra cellula, riprogrammando il DNA della stessa attraverso l’iniezione di alcuni virus nel nucleo della stessa.

Le cellule staminali così ottenute sono in tutto e per tutto uguali alle cellule staminali embrionali.

Un metodo che, stando ai risultati delle sue ricerche, non causa problemi di tipo tumorale nei pazienti. Per questa sua grande scoperta, Yamanaka ha ricevuto il Premio Nobel per la Medicina nel 2012.

La scoperta del prof. Yamanaka avrebbe dovuto chiudere tutte le questioni morali, etiche e deontologiche sull’uso delle cellule staminali, ma, visti anche i recenti sviluppi in Italia con il Metodo Stamina, la questione sembra essere tutt’altro che chiusa.






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