Che cosa si intende per ictus

19 novembre 2012 13:450 commentiDi:

Con il termine generico di ictus o colpo apoplettico (apoplessia) la letteratura medica descrive quell’insieme di disturbi di circolo a livello cerebrale che si manifestano attraverso un’improvvisa perdita della coscienza, emiplegia, e deficit neurologico, e che possono protrarsi anche per più di 24 ore o avere esito mortale.

Il più frequente quadro cerebrovascolare acuto (70% dei casi) è rappresentato dall’ictus ischemico, chiamato anche ischemia o infarto cerebrale. E’ causato in genere dall’occlusione di un’arteria (ischemia), per trombosi-embolia, qualora il circolo collaterale sia inefficiente e si verifichino dei malfunzionamenti delle connessioni che mettono in comunicazione le arterie cerebrali (mancata compensazione della riduzione della portata cardiaca o disturbi inerenti la viscosità e la coagulazione del sangue).

La causa primaria delle occlusioni trombotiche è costituita dall’arteriosclerosi. L’ateroma è una placca intimale fibro-adiposa che si sviluppa nei vasi sanguigni di media e grande dimensione e va a restringere il lume vasale. Il trombo, una volta formato, può occludere il vaso oppure spostarsi. L’arteriosclerosi viene favorita da una serie di fattori come ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete e fumo. Può originarsi nella zona del collo o in quella del cuore.

L’ischemia può avere però anche origine emodinamica, in seguito a brusche variazioni della pressione arteriosa, che causa una diminuzione del flusso sanguigno e dunque un minore o insufficiente irroramento di alcune zone periferiche dell’albero vascolare cerebrale.

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