Che cos’è l’amniocentesi

16 marzo 2014 17:410 commentiDi:

Medici 02

L’amniocentesi è uno degli esami diagnostici prenatali più diffusi, che consente di conoscere lo stato di salute del proprio bambino. L’amniocentesi si realizza attraverso il prelevamento di una piccola quantità di liquido amniotico e viene di norma eseguita tra la 15 esima e la 18 esima settimana di gestazione. 

Il prelevamento del liquido amniotico, che consiste in realtà in un piccolo campione di urina del bambino, viene eseguito oggi sotto diretta guida ecografica, ragione per cui l’amniocentesi si presenta come un esame indolore e privo di rischi per la madre. L’esecuzione di esami diagnostici prenatali di questo tipo è però riservata solo ad operatori esperti, che eseguono più di 500 esami l’anno.

L’esame dell’amniocentesi ha lo scopo di diagnosticare in tempi molto brevi la presenza nel feto di eventuali patologie cromosomiche, genetiche o metaboliche, molte delle quali possono essere già trattate nella fase di gestazione.


L’amniocentesi, tuttavia, a causa delle sue caratteristiche di esecuzione, viene considerata un esame piuttosto delicato e invasivo, che se non eseguita correttamente può esporre il feto e la madre ad una serie di rischi. Uno dei principali rischi connessi con l’amniocentesi è quello di aborto spontaneo, anche se oggi le tecniche diagnostiche assicurano una incidenza minima del problema, molto simile a quella dei soggetti che non si sottopongono affatto all’esame – solo  lo 0,1 per cento dei casi.

I rischi si abbassano ulteriormente se contestualmente all’esame del liquido amniotico si assumono antibiotici di tipo profilattico – solo lo 0,031 per cento dei casi – anche se in generale l’insorgenza dei rischi viene oggi attribuita al grado di esperienza di chi esegue la procedura.

Sul campione di liquido prelevato attraverso l’amniocentesi si possono eseguire diverse tipologie di analisi, da quelle relative alla presenza di patologie dei cromosomi attraverso lo studio del cariotipo, cioè il corredo cromosomico, ad una più approfondita ma parziale analisi del DNA, allo screening completo delle malattie metaboliche.






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