Cibo spazzatura invecchia il cervello

9 gennaio 2012 08:260 commenti

Continuano a scoprirsi gli effetti negativi provocati dall’alimentazione basata in cibo spazzatura. Ormai è noto che l’elevato contenuto di grassi nella dieta favorisce la comparsa di malattie cardiovascolari, come l‘ipertensione arteriosa, ed altre disturbi metabolici quali il diabete, il colesterolo alto o l’obesità. Adesso, una recente ricerca ha scoperto che non solo la linea e la salute del cuore sono a rischio: anche il cervello.

Così lo dimostrano i risultati di uno studio, pubblicati sulla rivista Neurology e condotto dalla Oregon Health and Science University di Portland, dove un team di ricercatori ha valutato le condizioni di salute generale di un gruppo di anziani.


In particolare, gli scienziati americani hanno analizzato 104 persone sane, con età media di 87 anni, a cui hanno misurato i livelli in sangue di acidi grassi omega 3, vitamine e grassi idrogenati. Così, hanno dimostrato che gli alti valori di questi ultimi erano legati ad un maggior “invecchiamento” del cervello.

Cosa sono i grassi idrogenati?

I grassi idrogenati, o grassi trans, sono il risultato finale di un processo di raffinazione a livello industriale dei grassi degli alimenti, caratterizzati da una specifica catena molecolare. Il “cibo spazzatura”, che va tantissimo di moda nella maggior parte dei paesi industrializzati, spesso ha un alto contenuto di grassi idrogenati, i quali in precedenza sono stati trovati responsabili di una maggior comparsa di malattie cardiovascolari, sovrappeso e obesità, nonché un maggior rischio nello sviluppo di certi tumori maligni.

Questo studio ha rivelato che gli anziani che mostravano livelli più elevati di omega 3, esibivano una performance mentale superiore rispetto le persone con alti livelli ematici di grassi idrogenati. Inoltre, gli anziani con un’alta quantità di grassi trans accusavano decadimento cognitivo e altri segnali tipici di una condizione mentale che spesso anticipa al morbo di Alzheimer.

Uno degli autori dello studio, Gene Bowman, ha spiegato che “questi risultati devono essere confermati ma ovviamente è molto interessante l’idea che le persone possano fermare il decadimento di prestazioni del proprio cervello attraverso una dieta equilibrata“.






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