Come agiscono gli antidolorifici

20 luglio 2013 11:170 commentiDi:

farmaciQuando avvertiamo una sensazione di dolore intensa e prolungata il rimedio più immediato è quello di assumere un antidolorifico per far cessare il fastidio. Esistono, tuttavia, più categorie di antidolorifici e non tutti agiscono allo stesso modo.

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Il percorso del dolore, dalla zona dello stimolo doloroso alla corteccia sensoriale, è invece sempre lo stesso: gli snodi principali passano attraverso i recettori sensoriali, le fibre nervose, il midollo spinale, il talamo e la corteccia cerebrale.

I più comuni fra gli antidolorifici sono gli anestetici, gli oppiacei e gli analgesici. Vediamo quindi in cosa si differenziano quanto al loro modo di agire.


L’uso corretto degli antidolorifici

Gli analgesici agiscono a livello dei tessuti danneggiati e la loro caratteristica è quella di inibire gli enzimi che stimolano i recettori del dolore.

Per quanto riguarda invece gli oppiacei, agiscono sul sistema nervoso centrale e la loro proprietà è quella di bloccare i neuro – trasmettitori specifici del dolore.

Nel caso, infine, degli anestetici, la loro capacità è quella di ridurre la trasmissione degli impulsi del dolore a livello periferico.

Di conseguenza, quindi, mentre assumendo degli analgesici si avverte di norma una sensazione dolore più moderato, con gli oppiacei e con gli anestetici il dolore è praticamente assente.






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