Come è fatta una sigaretta elettronica

21 dicembre 2012 14:280 commentiDi:

Mentre la questione sull’utilità, gli effetti e gli eventuali danni e benefici delle famigerate sigarette elettroniche resta ancora aperta e in attesa di giudizio (e si ha l’impressione di dover attendere ancora molto tempo prima di conoscere la verità in merito), gli esperti del settore sono concordi nell’affermare almeno una cosa, che si possono fornire informazioni sul loro comune funzionamento.

Sigarette elettroniche ancora poco studiate

Le sigarette elettroniche sono congegni elettrici, appunto, costituite da tre elementi: una batteria, un atomizzatore, e una cartuccia. La batteria, posizionata nella parte anteriore, è ricaricabile e permette di effettuare in genere fino a 150 tiri, cioè aspirazioni. Ad ogni tiro la luce rossa che si trova sull’estremità anteriore si illumina proprio come nelle sigarette a base di tabacco: se lampeggia, tuttavia, come molti dispositivi elettronici, vi sta semplicemente segnalando che la batteria va ricaricata.

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All’interno dell’atomizzatore c’è una resistenza che trasforma l’aria aspirata in vapore, aria che, passando attraverso la cartuccia, in cui è presente l’aroma, si arricchisce del sapore e del gusto prescelto. Detto questo, ad un chimico i conti non tornerebbero: da cosa si forma in realtà il vapore? Non certo dalla sola aria, ma dalla glicerina vegetale, o dal glicerolo e glicole propilenico presente nella cartuccia. E alcune cartucce contengono anche nicotina, proprio come le sigarette tradizionali.

Gli effetti a breve e lungo termine della nicotina sono ormai noti: quelli che attendiamo di conoscere sono relativi alla glicerina.

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