Come evitare il rischio istamina

22 giugno 2013 10:230 commentiDi:

Medici 08Il rischio istamina è un rischio connesso con l’ ingestione di alcuni particolari cibi, soprattutto pesci, che in particolari condizioni possono provocare una forte intossicazione alimentare.

Alcuni pesci di uso comune, infatti, tra cui tonno, alici, sardine e sgombro sono potenzialmente ricchi di un amminoacido, l’ istidina, che può trasformarsi in istamina e dare luogo ad una reazione allergica da intossicazione.

> Omega 3 o olio d’oliva contro l’infarto?

Ma questa trasformazione avviene soltanto se nel processo di trasporto e di lavorazione dei pesci viene interrotta la cosiddetta “catena del freddo“. Per questo motivo le aziende conserviere che trattano pesce in scatola eseguono a scadenze programmate tutta una serie di controlli sulla temperatura nelle diverse fasi di produzione.


Le proprietà degli acidi grassi polinsaturi essenziali

Anche quando viene scaricato, ad esempio, il pescato deve essere mantenuto ad una temperatura costante non superiore ai 18 gradi. In seguito, prima della lavorazione si eseguono per ogni lotto anche test specifici per la positività all’ istamina, insieme a quelli microbiologici e qualitativi.

Controlli per l’ istamina vengono poi effettuati anche sul prodotto finito, in modo tale che attraverso la filiera ogni lotto di pesce sia controllato.

Il consiglio d’ oro per i consumatori, tuttavia, è sempre quello di evitare, in estate, di comprare cibi contenenti tonno conservati in ambienti non refrigerati, come insalate e panini.






Tags:

Lascia una risposta