Come funziona la dieta della pasta

15 luglio 2014 13:300 commentiDi:

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Chi ha detto che la pasta è la prima cosa che non deve essere mangiata quando si sta a dieta? Una recente ricerca, infatti, riabilita il ruolo fondamentale della pasta anche nei regimi alimentari di coloro che sono sottoposti a controlli. Del resto la pasta per gli italiani è una grande fonte di energia, al pari di pane, riso e cereali. 

La pasta aiuta chi ha un metabolismo lento

E’ da questi presupposti che nasce la dieta della pasta, gioia di ogni italiano, elaborazione del nutrizionista Pietro Migliaccio. Si tratta di un regime alimentare controllato da circa 1100 calorie al giorno, che porta chi lo segue a dimagrire da 1 a 2 kg nella prima settimana di dieta. Se si segue per due settimane, invece, il dimagrimento arriva a 2 kg e mezzo.

Questa dieta si può seguire però anche come dieta di mantenimento, per una settimana al mese. In tale caso i risultati oscilleranno tra i 500 kg e  1 kg perso ogni 30 giorni. Il piatto di pasta previsto dalla porzione è pari a circa 70 – 80 grammi, con un condimento minimo e un cucchiaino di olio.

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Tutto molto semplice, quindi, in più senza rinunciare ad uno dei principali piaceri della tavola italiana. La pasta, infatti, è un importante alimento antistress per coloro che sono abituati a mangiarla perché favorisce nell’organismo il rilascio della serotonina, l’ormone del buonumore.

E’ inoltre anche facilmente digeribile, cioè leggera e amica del funzionamento del cuore. Una delle più grandi virtù della pasta, poi, cosa che la rende particolarmente adatta alle diete, è il suo alto potere saziante. La pasta, cioè, è un potente antidoto contro la fame repressa, tipica di molte diete dalle linee guida più ferree sui carboidrati. La pasta è così la benvenuta nelle diete in unione ad un corretto stile di vita.

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