Come funziona la molecola contro gli effetti delle armi chimiche

8 maggio 2014 16:470 commentiDi:

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La ricerca italiana mette a segno un importante risultato nei confronti della lotta contro l’utilizzo delle armi chimiche, per le quali è stata finalmente individuata una molecola capace di neutralizzare i loro effetti negativi sull’uomo. Si tratta di un importante traguardo raggiunto dalla ricerca in campo biotecnologico, che sempre di più oggi si configura come uno strumento di pace. Protagonisti di questa vicenda sono stati i ricercatori di diversi dipartimenti e istituzioni universitarie dell’ateneo di Pisa. 

Coinvolti in particolare i Dipartimenti di Farmacia, Veterinaria e il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza, che hanno redatto i risultati delle loro ricerche in uno studio poi pubblicato su Mabs, una rivista internazionale del settore.

In Siria preoccupa il possibile utilizzo di armi chimiche


La nuova molecola efficace contro gli effetti delle armi chimiche è un anticorpo in grado di superare il blocco dell’acetilcolinesterasi sinaptica, un enzima che è responsabile del funzionamento del neurotrasmettitore acetilcolina nell’organismo umano. Le armi chimiche, in genere, tra cui forti agenti tossici o gas nervini, provocano il blocco di questo enzima, che nei casi più gravi di intossicazione può diventare anche irreversibile.

La molecola di nuova sintesi, a differenza delle altre cure fino ad oggi prodotte, è invece in grado di ripristinare l’azione di questo enzima anche nei casi più gravi e non solo di ripulire l’organismo dall’agente tossico.  Si tratta quindi di un grande risultato in relazione alla speranza di vita che si concede agli organismi eventualmente colpiti.

La molecola di nuova introduzione si sostituisce infatti all’enzima e riesce comunque a idrolizzare l’acetilcolina nel vallo sinaptico, funzionando da potente antidoto contro tutte le armi chimiche inibitrici della colinesterasi. Gli episodi più recenti come l’uso del sarin in Siria o gli attacchi nella metropolitana di Tokyo illustrano l’importanza di questa scoperta italiana.






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