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Come riconoscere il vero olio extravergine d’oliva secondo Coldiretti

Il recente scandalo legato al vero olio extravergine d’oliva ha messo in allarme molti consumatori: non tanto sugli eventuali effetti collaterali, traducibili in condizioni di salute, per le quali non c’è nessun problema come precisato da più fonti, quanto per la qualità del prodotto acquistato e l’inganno esplicitato in etichetta da marchi anche prestigiosi. Per questo motivo, Coldiretti ha voluto dire la sua consigliando i consumatori di prestare attenzione all’olio acquistato e dando qualche dritta sul come sapere se un olio d’oliva è davvero extravergine. 

Innanzitutto, se si vuole acquistare un vero olio extravergine d’oliva, bisogna prestare la dovuta attenzione al prezzo, visto che l’olio buono italiano non viene venduto a meno di 7 euro al litro, visto che quella è più o meno la cifra adatta a coprire i costi di produzione, la cui entità varia a seconda delle diverse regioni di provenienza. Pertanto, come per ogni prodotto alimentare, se si vuole andare sul sicuro e acquistare un olio veramente extravergine d’oliva, bisogna spendere un po’ di più.

In secondo luogo il consumatore deve stare attento all’anno di produzione: come ben saprete, infatti, lo scorso anno è risultato abbastanza disastroso per l’olio italiano, con un calo della produzione vistoso che ha aumentato il prezzo dell’olio. L’olio dello scorso anno a basso prezzo, pertanto, è quasi indubbiamente mescolato con altro olio di importazione, che ovviamente vanno a discapito della qualità dell’olio stesso.

L’anno in corso è stato invece molto buono per l’olio italiano, con un incremento stimato del 30% rispetto al 2014. Ciò significa che nel 2015 la produzione è stata maggiore, e pertanto c’è più possibilità di acquistare olio buono a un prezzo che comunque non deve essere inferiore ai 7 euro al litro di cui sopra. Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo ha comunque fatto sapere che occorre attuare strategie difensive per salvaguardare la qualità dell’olio nostrano: “L’Italia deve difendere il proprio patrimonio in un settore strategico del made in Italy, con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fattore del settore le cui stime parlano di 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera che ammonta a 50 milioni”. Numeri elevati e importanti che stanno a testimoniare la qualità dell’olio extravergine d’oliva italiano. Quello vero.