Come si cura la leucemia nei bambini

24 dicembre 2011 07:000 commenti

Il trattamento della leucemia dipende innanzitutto dal tipo di tumore, dal suo stadio e dal fatto che la patologia sia in fase acuta o cronica. È molto importante inoltre l’età del paziente al momento della diagnosi.

La terapia delle leucemie spesso si serve di più trattamenti in combinazione o in sequenza, con l’obiettivo di ottenere non solo la guarigione ma una migliore qualità di vita durante il trattamento.

La chemioterapia si avvale di uno o più farmaci somministrati per bocca o per via endovenosa; nel caso si ritrovino cellule cancerose nel liquido cefalorachidiano, i medicinali chemioterapici dovranno anche essere somministrati in questo liquido, attraverso un catetere inserito tra due vertebre lombari.

La leucemia mieloide è stata la prima forma di questo tumore per il quale è stato sviluppato un farmaco biologico: un anticorpo monoclonale contro il cromosoma Philadelphia, del nome commerciale Glivec, che rappresenta l’archetipo di questa innovativa strategia di cura. Il trattamento è molto efficace sebbene si potrebbe verificare una certa forma di resistenza, causata da una mutazione genetica delle cellule cancerose.

Inoltre, esistono le terapie biologiche, che cercano di stimolare il naturale sistema immunitario del paziente perché riconosca e distrugga le cellule tumorali. Nei casi di leucemia mieloide cronica una sostanza appartenente alla risposta immunitaria normale, l’interferone, può aiutare in questo senso, rallentando la moltiplicazione delle cellule leucemiche.

In più, vi è la radioterapia, la quale attraverso dei raggi ad alta energia, distrugge le cellule tumorali.

Poco tempo fa, è stato sviluppato il trapianto di cellule staminali, e rapidamente è diventata la terapia standard per i casi che non rispondono alla chemioterapia. Questa tecnica consente al paziente di sottoporsi a dosi elevate di farmaci chemioterapici e di radiazioni, capaci di distruggere le cellule leucemiche ma anche quelle sane.

Subito dopo la terapia convenzionale, vengono somministrate le cellule staminali, che sono le cellule progenitrici di tutte le altre, e che restaurano la popolazione sana distrutta. Le cellule staminali possono provenire dallo stesso malato, oppure da un donatore compatibile (parente o non).

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