Come si curano oggi appendicite e tonsillite

28 aprile 2014 16:150 commentiDi:

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Fino agli anni Ottanta esistevano alcune patologie curate essenzialmente per via chirurgica. Era il caso, ad esempio, e lo è stato per molti decenni, di appendicite e infiammazione alle tonsille, le quali venivano risolte per lo più d’urgenza e all’interno della sala operatoria. Oggi, invece, anche queste due gravi infiammazioni non vengono più direttamente operate d’urgenza ma vengono curate attraverso la somministrazione di farmaci e antibiotici, e soprattutto, i pazienti colpiti possono beneficiare dei benefici concessi dalla diagnosi precoce. 

Per quanto riguarda il primo tipo di infiammazione, infatti, quella dell’appendice, tratto finale dell’intestino, le nuove tecniche diagnostiche comparse negli ultimi 20 anni hanno permesso di ridurre di molti i casi destinati all’operazione chirurgica, che raggiungono al massimo i 60 mila l’anno. In passato, invece, una colica notturna, dolori e una corsa all’ospedale era sintomo sufficiente per non lasciare il medico nel dubbio di una possibile infiammazione.


>  L’appendice è un organo protettivo

Una trentina di anni fa gli interventi eseguiti in questa modalità erano circa trecentomila l’anno, mentre oggi si assiste ad un calo di oltre il 70 per cento. I meriti di questi risultati devono andare non solo alla nuove tecniche diagnostiche ma anche all’impiego di nuovi farmaci, tra cui gli antibiotici, che riescono a risolvere la maggior parte dei casi di infiammazione – interessano circa il 7 per cento della popolazione.

Apnee notturne nei bambini

L’altro intervento chirurgico che negli anni è stato praticato sempre meno è quello un tempo utilizzato in presenza di una infiammazione alle tonsille e alle adenoidi. A decretarne la necessità è sempre l’otorino, ma oggi gli interventi che prevedono l’asportazione di questi organi sono praticamente dimezzati. Anche in questo caso l’utilizzo degli antibiotici si è rivelato fondamentale per risolvere l’infiammazione causata da un tipo di streptococco. Nei circa 800 casi di intervento l’anno si interviene solo in presenza di complicanze ulteriori, come i disturbi del sonno.






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