Comprendere il disturbo ossessivo-compulsivo

13 novembre 2012 14:560 commentiDi:

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si basa sull’effetto delle ossessioni e sulle compulsioni che servono per diminuire l’ansia.
Le ossessioni sono pensieri ed idee, basate anche su immagini, problematiche per l’individuo, che le vive come estranee a sé ed intrusive. Riconoscere l’estraneità di questi contenuti non porta comunque la persona a limitarne il loro effetto. Pensieri come la necessità di contare, l’ordine di un certo tipo o la paura di essere contaminati sono ineliminabili dalla mente della persona ossessiva e portano spesso a comportamenti compulsivi.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d’ansia ed è fondamentale capire la base di questa ansia.

Infatti, la persona è preoccupata dai problemi che vive nella realtà che diventano ossessioni e aprono alla necessità di uno sfogo. Le compulsioni rappresentano lo sfogo nevrotico di questa ansia in eccesso.
Molto spesso, le persone non riescono a bloccare questi pensieri ossessivi o renderli inattivi attraverso altri pensieri. La compulsione è quindi necessaria per ridurre la tensione e il disagio. Provare a resistere al bisogno della compulsione porta al risultato di aumentare l’ansia. Quindi le  persone che soffrono di questo disturbo si trovano spesso tra l’incudine e il martello.  Il rischio è quello di cedere alle compulsioni e farle diventare una parte stabile dei propri atteggiamenti.
Per risolvere questo problema è necessario andare alla base di esso. Spesso bisogna indagare le emozioni sottese e la psicoterapia tradizionale o quella di tipo cognitivo-comportamentale possono essere la soluzione, purché vi si dedichi il tempo necessario.

 

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