Comprendere la musica è sintomo di empatia

12 dicembre 2012 23:110 commentiDi:

Non tutte le musiche sono uguali: esistono musiche allegre e musiche tristi, musiche nostalgiche e musiche travolgenti, le musiche dolci e quelle inquietanti. La musica, espressione emotiva per eccellenza, è la forma d’arte che grazie ai suoni riesce meglio a veicolare i sentimenti e gli stati d’animo umani.

E’ da questo assunto che sono partiti i ricercatori delle Università di Sydney, Singapore, Vienna e Londra, che hanno condotto uno studio comparativo tra la capacità umana di comprendere la musica e quella di comprendere le emozioni altrui. I risultati di questo studio, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), hanno indicato che le persone che riescono a comprendere meglio la musica, sono anche quelle che riescono meglio a comprendere gli altri, dunque hanno un alto livello di empatia.


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Questa duplice capacità o dote deriva da un fattore essenzialmente fisico: la capacità di avvertire l’altezza dei suoni, cioè la loro frequenza. L’altezza dei suoni infatti è quella che veicola, nel linguaggio, le emozioni umane. Almeno nelle lingue in cui l’altezza dei suoni non rappresenta un tratto distintivo all’interno della catena fonica, cioè in prevalenza nelle lingue ad accento espiratorio-intensivo. Esistono, e sono esistite, tuttavia, lingue ad accento musicale, in cui ciò che sistematicamente varia, di parola in parola, era proprio la frequenza dei suoni.






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