Conosci il tuo orologio biologico?

17 dicembre 2012 17:350 commentiDi:

Di orologio biologico si è iniziato a parlare, in maniera un po’ più scientifica, a partire dal 2000, quando sono stati scoperti scoperti i primi geni-orologio. Fino ad allora ci accontentavamo di distinguere, cosa che tra l’altro facciamo tuttora, le allodole dai gufi, ovvero le persone che per il loro particolare bioritmo si trovano meglio ad alzarsi presto e sono più attive nella prima parte della giornata, da quelle che danno il meglio di sé con il buio.

La verità è che il corpo umano è una macchina perfetta ed estremamente sincronizzata, in base alla quale ogni individuo possiede un particolare bioritmo che serve per ottimizzare e rendere sempre efficienti le prestazioni della “macchina” stessa. Assumere comportamenti che vadano ad intaccare questo meccanismo perfetto, sconvolgendolo, può essere causa di molte patologie, come obesità, diabete e disordini metabolici, endocrini e cardiovascolari.


► Mangiare di notte porta all’obesità

L’orologio biologico viene impostato dai neonati durante le prime settimane di vita e sulla base di questo avviene, ad esempio, la sequenza della codifica delle proteine, che sarà valida per tutti gli organi. In seguito le varie funzioni si ripetono in modo ciclico ad intervalli regolari.

Cronorischio e malattie legate al tempo

Esistono però dei fattori esterni, per lo più ambientali, in grado di influenzare il ritmo biologico, che sono per questo chiamati sincronizzatori esterni:  si tratta dell’alternanza luce/buio, sonno/veglia, attività/riposo e dell’assunzione dei pasti.

 

 






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