Cosa sono le cellule staminali?

11 gennaio 2014 13:250 commentiDi:

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In questi ultimi mesi si parla tanto di cellule staminali e dei vari trattamenti medici che possono avere origine dall’uso di queste cellule.

Il più famoso è senza dubbio il Metodo Stamina, inventato da Davide Vannoni, metodo che ha ricevuto tantissime critiche dalla comunità medica e non solo ma che, almeno secondo alcuni dei pazienti trattati, sembra invece essere particolarmente efficace nel trattamento di alcune patologie anche molto gravi.

Ancora in questi giorni se ne parla, e se ne parlerà anche in futuro. cercheremo di seguire il caso nel suo sviluppo, ma prima di farlo è importante capire cosa sono le cellula staminali, quali sono i loro possibili utilizzi in campo medico e le varie teorie sull’argomento, sia quelle che vanno contro il Metodo Stamina sia quelle che invece forniscono le prove sulla sua efficacia.

Iniziamo questo lungo percorso parlando delle cellule staminali in generale.

Cosa sono le cellule staminali?

Le cellule staminali sono cellule biologiche indifferenziate. Questo vuol dire che le cellule staminali sono delle cellule base che poi si differenziano nel corso del tempo per diventare delle cellule specializzate dei vari organi umani. Altra caratteristica fondamentale delle cellule staminali è la loro capacità di dividersi (il processo viene chiamato mitosi) per generare altre cellule staminali (In questo caso, la cellula staminale di partenza viene chiamata cellula madre, cellula che mantiene la sua indifferenziazione, mentre la cellula derivata si specializzerà in base all’organo o al tessuto al quale è destinata).

Le cellule staminali si trovano in tutti gli organismi multicellulari, compresi quindi i mammiferi (trai quali, ovviamente, c’è anche l’uomo), nei quali sono presenti due tipi di cellule staminali: le cellule staminali embrionali, che sono isolate dalla massa cellulare interna della blastocisti, e le cellule staminali adulte, che si trovano in vari tessuti.

Negli organismi multicellulari adulti, le cellule staminali e le cellule progenitrici agiscono come un sistema di riparazione per il corpo, fornendo nuovi tessuti laddove sono stati danneggiati, negli embrioni in via di sviluppo, invece, le cellule staminali possono differenziarsi in tutte le cellule specializzate dell’ectoderma, dell’endoderma e del mesoderma e hanno un ruolo essenziale nel mantenimento del normale turnover degli organi rigenerativi, come il sangue, la pelle e i tessuti intestinali.

Cellule staminali embrionali (ES)

Le cellule staminali embrionali (ES) derivano dalla massa cellulare interna di una blastocisti, ovvero lo stadio precoce dell’embrione, che nel caso di embrioni umani si raggiunge circa 4/5 dopo giorni dopo la fecondazione dell’ovulo da parte di uno spermatozoo. Nella blastocisti si travno dalle 50 alle 100 cellule staminali indifferenziate.

Le cellule staminali dell’embrione umano sono pluripotenti (ovvero possono essere trasformate in qualsiasi cellula specializzata) e danno luogo durante lo sviluppo a tutti i derivati dei tre principali foglietti embrionali, ectoderma, endoderma e mesoderma. Nel corso dello sviluppo dell’embrione in feto, le cellule staminali embrionali possono trasformarsi in ognuno dei 200 tipi di cellule che compongono il corpo umano, ma non contribuiscono alle membrane extra-embrionali o alla placenta.


Le cellule staminali embrionali possono essere estratte dall’embrione e, una volta messe in coltura, sono in grado di proliferare e si può scegliere di dare vita a cellule staminali indifferenziate oppure differenziarle attraverso appositi stimoli per dare vita alle cellule differenziate.

Cellule staminali adulte (cellule somatiche)

Le cellule staminali adulte, chiamate anche cellule somatiche, hanno il compito di mantenere sano e riparare il tessuto in cui si trovano in caso di danneggiamento.

Come per le cellule staminali embrionali, anche quelle adulte possono essere pluripotenti, ma quelle con questa caratteristica sono poche e diminuiscono con l’avanzare dell’età. Negli adulti è più facile trovare delle cellule sytaminali pluripotenti, ossia in grado di differenziarsi solo in alcuni lignaggi cellulari.

La maggior parte delle cellule staminali degli adulti si trovano nel midollo osseo, ma il loro numero diminuisce con l’età (ecco perché con l’invecchiamento il corpo umano perde gradualmente la capacità di rinnovarsi e di guarire dalle varie patologie). Cellule staminali adulte si trovano anche nel tessuto adiposo, il che ne rende piuttosto semplice l’estrazione e il successivo utilizzo nella cura di malattie come la leucemia e tumori correlati osso / sangue attraverso il trapianto di midollo osseo.

Come si estraggono le cellule staminali dal corpo umano?

L’uomo dispone di tre fonti principali di cellule staminali: il midollo osseo (l’estrazione di queste prevede la perforazione dell’osso), nel tessuto adiposo (in questo caso per l’estrazione basta una liposuzione) e nel sangue (come in un normale prelievo, il sangue viene estratto dal paziente ma, una volta isolate e raccolte le cellule staminali, la porzione rimanente di sangue viene iniettata nuovamente nel corpo).

I tanti utilizzi medici delle cellule staminali

La maggior parte della comunità scientifica internazionale è d’accordo sul fatto che le cellule staminali sono una grande risorsa per la medicina, tanto da poter potenzialmente cambiare radicalmente il trattamento delle malattie umane. Un certo numero di terapie con cellule staminali adulte esiste già, nello specifico il trapianto di midollo osseo è stato utilizzato per la cura di patologie come la leucemia.
In futuro, i ricercatori medici prevedono di essere in grado di utilizzare le tecnologie derivate dalla ricerca sulle cellule staminali per trattare una più ampia varietà di malattie tra cui il cancro, il morbo di Parkinson, le lesioni del midollo spinale, la sclerosi laterale amiotrofica, la sclerosi multipla, i danni ai muscoli e un grande numero di altre menomazioni e condizioni patologiche.

Il dibattito sulle cellule staminali embrionali

Nei trattamenti medici finora sperimentati ed applicati si sono utilizzate solo cellule staminali adulte, attraverso un trapianto autologo, ovvero le cellule impiantate sono precedentemente estratte dallo stesso paziente.

Il problema nasce con le cellule staminali embrionali, in quanto per poterle estrarre è necessaria la distruzione dell’embrione. Si tratta quindi più di una questione di etica e di morale che di sviluppo delle tecniche mediche, di questo parleremo nei prossimi articoli sull’argomento.






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