Cos’è e come funziona il sistema di posizionamento del cervello

7 ottobre 2014 12:360 commentiDi:

cervello[1]

Il Nobel per la Medicina è andato quest’anno al neuroscienziato John O’Keefe, di 75 anni, e ai due coniugi May-Britt ed Edvard Moser, i quali sono stati insigniti del massimo riconoscimento della ricerca scientifica per i loro studi sul cervello. I tre studiosi  sono infatti riusciti ad individuare, per la prima volta al mondo, quel complesso sistema di cellule che all’interno della nostra materia grigia ci consente in ogni momento di sapere dove siamo e di essere in grado di ritrovare ogni volta la strada di casa. 

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Queste importantissime funzioni cerebrali sono svolte in realtà da alcune cellule che formano una sorta di gps biologico all’interno del cervello. Un sistema di posizionamento, quindi, che rileva in ogni momento le coordinate spaziali del luogo in cui si trova l’individuo e ne permette la memorizzazione. I primi studi su tali cellule nervose risalgono agli anni ’70 e poi al 2005, ma solo negli ultimi tempi gli scienziati hanno avuto un quadro più completo della situazione.

Attività notturna del cervello come quella di un computer

Ma come funziona in realtà questa complessa macchina biologica, così simile ad un dispositivo elettronico dotato di navigatore? Le cellule di posizionamento sono in grado di creare una specie di mappa dell’ambiente che circonda l’individuo e da questo tipo di informazione permettono allo stesso di muoversi all’interno di un ambiente complesso senza fare errori.

Tali cellule sono da individuare in alcune aree dell’ippocampo, le uniche ad attivarsi quando un essere vivente è libero di muoversi all’interno di una stanza, e operano costantemente coadiuvate nelle loro funzioni dalle cellule griglia, di più recente scoperta, alle quali è da attribuire la generazione di un sistema di coordinate alle quali segue il corretto posizionamento del corpo e l’individuazione del percorso.

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