Cos’è il coma farmacologico, come si induce e quali sono i rischi

14 febbraio 2014 10:450 commentiDi:

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Per quanto se ne senta parlare spesso, anche in questi ultimi tempi dopo il grave incidente subito da Michael Schumacher, il coma farmacologico è un trattamento medico piuttosto raro a cui vengono sottoposti i pazienti solo dopo che tutte le altre opzioni di cura non hanno dato alcun esito positivo.

Cos’è il coma farmacologico

Il coma farmacologico è uno stato di profonda incoscienza che viene indotto nel paziente attraverso la somministrazione continua e controllata di un mix di farmaci composto da propofol e da barbiturico come pentobarbital o tiopentale che portano il paziente da uno stato di anestesia generale a quello di coma profondo.

Quando questo stato viene raggiunto, il paziente è totalmente incosciente, ha una ridotta, o quasi nulla, sensibilità al dolore e non risponde agli stimoli esterni.

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In quali situazioni si induce il coma farmacologico?

Il coma indotto si usa in caso di pazienti ad alto rischio di danno cerebrale causati da trauma fisico con conseguente edema cerebrale, overdose di droga, o di malattie come la meningite, la rabbia e, ma solo in casi rarissimi, di epilessia.


Questo tipo di trattamento ha lo scopo di controllare la pressione che si crea nel cervello principalmente a seguito di un edema, riducendo attraverso il coma farmacologico l’attività elettrica e rallentando il metabolismo del cervello si evita che la pressione generata da questo riduca l’apporto di ossigeno nelle zone colpite o che la spinta delle zone gonfie verso la calotta cranica ne provochi ulteriori lesioni.

Quanto dura il coma farmacologico?

Non esiste una durata standard per il coma indotto, in quanto tutto dipende dalla malattia che si sta trattando e dalla risposta del paziente al trattamento stesso. Solitamente si cerca di limitare il più possibile la permanenza del paziente nello stato di incoscienza: si va quindi dai pochi giorni alle due settimane, raramente si arriva ad un mese.

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I rischi associati al coma farmacologico

Come la maggior parte delle procedure mediche, un coma indotto comporta alcuni rischi, prima di tutti un aumentato rischio di infezione ai polmoni, in quanto il coma influisce notevolmente sul riflesso della tosse, che aiuta a rimuovere le secrezioni dai polmoni.

I barbiturici, inoltre, possono ridurre la risposta immunitaria del corpo e nello stato di coma indotto è generalmente controindicato l’uso preventivo di antibiotici a causa della loro associazione con lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici, i superbatteri.

Come si esce dal coma farmacologico?

Sia nel caso in cui il paziente abbia dato risposte positive al trattamento che in caso negativo, l’uscita dal come indotto avviene attraverso una graduale riduzione della somministrazione dei farmaci che lo hanno generato.






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