Cos’è la sindrome della sensibilità chimica multipla (MCS)

29 gennaio 2014 14:260 commentiDi:

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Da alcuni anni a questa parte si sente sempre più spesso parlare di una malattia, o meglio di una sindrome, chiamata sensibilità chimica multipla, fino a qualche tempo fa quasi del tutto sconosciuta. La sindrome, infatti, si verifica in un numero limitato di pazienti nel globo, e quindi per molti anni è stata una di quelle malattie latenti del nostro sconfinato universo.Ma oggi la sensibilità chimica multipla colpisce un numero più alto di persone e l’emergere di numerosi casi e l’incremento del numero degli studi sull’argomento hanno dato a questa sindrome un posto di maggior rilievo all’interno del panorama delle malattie mondiali, anche se ancora solo tra quelle classificate come più rare.

Cerchiamo quindi di capire in che cosa consiste questa malattia, che, come avrete notato, non viene definita in tutto e per tutto come patologia, ma viene ad essere classificata come sindrome, cioè come un insieme coerente di manifestazioni.

In questo post, inoltre, cercheremo di capire meglio:

  • quali sono le sostanze chimiche interessate
  • quali sono le conseguenze della sensibilità chimica multipla
  • quali sono gli stadi che caratterizzano la sensibilità chimica multipla.

Cos’è la sindrome della sensibilità chimica multipla (MCS)

La sensibilità chimica multipla viene definita come una sindrome immuno – tossica infiammatoria che sotto molti punti di vista potrebbe essere scambiata per una forte allergia, perché possiede numerosi punti di contatto con questa. Allo stesso modo, infatti, i sintomi della sensibilità chimica multipla possono apparire o scomparire a seconda della vicinanza o dellealontananza dalla causa scatenante.

A differenza delle normali allergie, però, nella sensibilità chimica multipla, abbreviata con l’acronimo MCS, che sta per Multiple Chemichal Sensitivity, il soggetto colpito perde del tutto la capacità di tollerare gli agenti chimici, dal momento che la sindrome si presenta proprio come una manifestazione multisistemica di intolleranza ambientale alle sostanze chimiche di qualsiasi genere.

La sindrome può colpire, infatti, diversi apparati e organi del corpo umano. I sintomi di questa malattia si presentano in risposta all’esposizione a molti composti chimici indipendenti e indipendentemente dalle dosi in cui questi sono presenti nell’ambiente, perché da questo punto di vista ogni soggetto può sviluppare una reazione a sé stante, diversa da quella normalmente avuta dalla popolazione generale.

Per completare il quadro di questa sindrome si può inoltre dire che si tratta di una malattia progressiva, irreversibile, per cui non esiste al momento ancora nessuna cura.

Le sostanze chimiche interessate

Le sostanze chimiche interessate da questa sindrome sono la maggior parte delle sostanze chimiche di sintesi presenti nell’ambiente, come detersivi, profumi, deodoranti, insetticidi, pesticidi, vernici, solventi e inchiostri, ma anche fumi, scarichi e farmaci, insomma tutti i derivati dell’industria chimica e petrolchimica.

Le conseguenze della sensibilità chimica multipla

Secondo uno dei più autorevoli studi americani sull’argomento, la MCS è una sindrome che colpisce una percentuale di popolazione compresa tra l’1,5 e il 3 per cento, può colpire qualsiasi persona e a qualsiasi età, o appartenente a qualsiasi classe sociale. Gli uomini sono in genere più colpiti da questa sindrome rispetto alle donne – il rapporto è infatti di  a 3 – ma soprattutto perché forse più esposti per motivi di lavoro a prodotti chimici di sintesi.


La sensibilità chimica multipla, come dicevamo, può interessare diverse del nostro organismo, andando ad cagionare patologie disabilitanti ai danni dei seguenti sistemi fisiologici:

  • sistema renale
  • sistema endocrino – immunitario
  • apparato cardiocircolatorio
  • apparato digerente
  • apparato respiratorio
  • sistema neurologico
  • sistema muscolo – scheletrico.

Inoltre, proprio sulla base del fatto che si tratta di una malattia progressiva e irreversibile, con il passare degli anni le malattie a carico degli apparati tendono a cronicizzarsi e a causare anche conseguenze molto gravi, sfociando in patologie come emorragie, collassi, ictus e infarti, ma anche forme tumorali e leucemie.

Con il passare del tempo, inoltre, molte persone affette dalla sensibilità chimica multipla possono sviluppare anche altre forme di allergie nei confronti delle sostanze naturali, come fiori o alimenti.

Gli stadi di evoluzione della sensibilità chimica multipla

I maggiori studi che trattano la sindrome MCS hanno individuato per questa malattia un decorso abbastanza omogeneo, che prosegue a tappe progressive attraverso diversi stadi. Gli stadi che vengono di norma individuati per questa sindrome sono 4 e consistono in:

  • stadio 0 o della tolleranza
  • stadio 1 o della sensibilizzazione
  • stadio 2 o dell’infiammazione
  • stadio 3 o del deterioramento.

Vediamo quindi quali tipo di reazioni sono associate ad ognuno di questi stadi.

Nello stadio 0, quello della tolleranza, l’individuo è capace di sopportare l’ambiente chimico circostante, ed è la condizione di normalità in cui si trovano tutti i soggetti che non sono affetti dalla sindrome.

Lo stadio 1, invece, quello della sensibilizzazione, si verifica quando una persona è sottoposta ad una esposizione chimica acuta ad alte dosi o ad una esposizione cronica insidiosa. I sintomi, tuttavia, in questa fase non sono rilevabili clinicamente, anche se alcuni dolori e problemi possono verificarsi in questa fase. Tra questi vi sono dolore articolare, cefalea, affaticamento, rossore, prurito, nausea, tachicardia, asma.

Nello stadio 2, invece, quello dell’infiammazione, la sensibilità chimica multipla provoca una infiammazione dei tessuti, una infiammazione cronica, provocando patologie come artrite, vasculiti, dermatiti, asma non allergica, coliti, miositi, riniti. In questa fase i sintomi diventano rilevabili clinicamente. L’evoluzione verso questo stadio della malattia avviene in seguito ad una continua esposizione agli agenti scatenanti. Anche in questa fase, tuttavia, se i tessuti non sono ancora stati danneggiati è possibile avere un miglioramento della situazione attraverso un allontanamento dalle sostanze.

Lo stadio 3, infine, è lo stadio del deterioramento, in cui l’infiammazione cronica provoca danni ai tessuti dei principali sistemi fisiologici che abbiamo elencato in precedenza, tra cui quello nervoso centrale, renale o al sistema immunitario. Questa fase della sindrome è quella in cui il decorso della malattia viene considerato irreversibile, perché una volta che il tessuto degli organi è stato danneggiato e la funzione compromessa, restano poche speranze di invertire il processo. In questo stadio, quindi, ai danni dei soggetti colpiti possono verificarsi anche altre malattie gravi come lupus, ischemie, cancro, autoimmunità, forme degenerative reumatiche, sclerosi multipla, porfiria.

Anche quando le persone colpite attraversano questi stadi non sempre hanno la consapevolezza di essere affette dalla sindrome della sensibilità chimica multipla. La MCS è duque una malattia fortemente invalidante.






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