Crescina indagata per truffa, non farebbe ricrescere i capelli

9 dicembre 2011 13:221 commento

Sarebbe tutto una bufala, secondo la procura di Torino, e la “Crescina” (un celebre prodotto contro la calvizie) non farebbe ricrescere i capelli. La sede italiana dell’azienda svizzera produttrice del marchio sarebbe quindi indagata per frode in commercio.

Questa è l’ipotesi che sorge dalle analisi delegate dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, che ha già trasmesso il rapporto al Ministero della Salute. L’indagine sentenzia: «Non vi sarebbe alcuna evidenza scientifica di una ricrescita dei capelli», così come viene affermato nelle pubblicità, e dunque non è in grado di garantire i risultati per cui si trova attualmente sul mercato.

Una delle frasi negli annunci pubblicitari che più ha disturbato gli investigatori è quella che assicura al consumatore che la Crescina produce un “risveglio delle cellule staminali assopite”. Secondo l’indagine invece,

«il prodotto non avrebbe alcuna capacità di agire sulle cellule staminali o sul follicolo pilifero… D’altra parte se le affermazioni dell’azienda fossero vere, il prodotto non potrebbe essere definito un cosmetico, ma dovrebbe essere qualificato come farmaco. E quindi essere soggetto a tutta una serie di controlli, prima della messa in commercio».

La Società Italiana di Tricologia, tramite uno dei suoi fondatori, Paolo Gigli, esprime:


«Alla conclusione che la Crescina non faccia ricrescere i capelli gli esperti sono già arrivati da tempo. Al massimo questo prodotto, così come altri simili, può avere qualche effetto estetico».

Le parole dell’azienda

I titolari della sede di Padova della Labo Europa Srl dicono di essere sorpresi, ma comunque tranquilli, secondo il comunicato da loro scritto. E aggiungono:

«La Crescina dal 1998 ha ottenuto tre brevetti internazionali. Svizzero, europeo e statunitense. Anche in Italia, in questi anni, ha ottenuto migliaia di attestazioni di efficacia sottoscritte dagli utilizzatori e dalle farmacie».

Dunque secondo l’azienda, il prodotto funzionerebbe e a dimostrarlo vi sono le prove dei fatti. Labo Europa Srl afferma ancora:

«Crescina è supportata da numerosi test di efficacia svolti da laboratori indipendenti in Italia e in diversi Paesi europei abbiamo prove documentali. E anche pareri tecnici di autorevoli esperti in materia».

Tuttavia, non è la prima volta che la Crescina viene messa in discussione; era già successo nel 2009, quando lo spot pubblicitario in cui si vedeva il calciatore Ronaldo pieno di capelli, era stato sanzionato dall’Autorità con 240mila euro di multa. Secondo il farmacologo Silvio Garattini:

«Servirebbe un maggiore controllo sulle pubblicità dei prodotti cosmetici che promettono risultati mirabolanti, in modo che chi li compra abbia un minimo di garanzie scientifiche sulla loro efficacia. Ma il problema è che attraverso la pubblicità si può dire quello che si vuole».






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1 commento

  • E Ronaldo non era calvo, ma per contratto non poteva tagliarsi i capelli, così che visto che si era abituati a vederlo sempre pelato,…………li ha fatti crescere pensando al miracolo crescina.

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