Di-cloro acetato tra le ipotetiche cure per il cancro

20 agosto 2012 13:260 commenti

Nel corso degli ultimi anni si è parlato più volte della scoperta di cure per il cancro che si dice non vengano prese in considerazione perché altrimenti le case farmaceutiche dovrebbero dire addio ad una fetta consistente dei loro guadagni. Per contro, la maggior parte dei medici mette in guardia i malati di cancro raccomandando loro di non cadere in tranelli del genere e di non sospendere le tradizionali cure a base di farmaci.

Le ipotetiche cure di cui si è parlato nel corso degli ultimi anni sono diverse, si parte dal bicarbonato di sodio secondo la teoria del Dottor Simoncini fino ad arrivare al veleno di scorpione.  Tra queste figura anche il DCA (di-cloro acetato), già utilizzato per contrastare i disturbi alimentari. La scoperta in quest’ultimo caso risale al 2007, quando Evangelos Michelakis, professore del reparto di medicina dell’Università di Alberta (in Canada), al termine di uno studio affermò che il di-cloro-acetato sarebbe in grado di far regredire alcuni tumori, tra cui quello al polmone, quello al seno e quello al cervello.

Nonostante da allora siano trascorsi ben cinque anni, la questione è ancora attuale in quanto non si riesce a capire come mai, nonostante i risultati ottenuti dallo studio sia nelle prove in vitro che nei topi, non si sia presa in considerazione l’ipotesi di tentare in via sperimentale la cura su dei pazienti malati di cancro né come mai lo studio non sia stato preso in considerazione e eventualmente approfondito da altri centri di ricerca.

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